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Il “democratico di Turchia” – I quattro più una – Un altro giro farlocco di “roulette parlamentare” – Lo stupore di Carlo – Da manicomio

Fatti e misfatti di luglio 2016

erdoganIl “democratico di Turchia”

“Non escludo – ha fatto sapere, alludendo a quanti hanno tentato il “golpe” contro di lui, il Presidente turco Erdogan – il ripristino della pena di morte”.

Ecco a voi, signore e signori dell’Unione Europea e degli Stati Uniti che avete subito applaudito entusiasticamente al suo scampato pericolo, Recep Tayyip Erdogan il “democratico di Turchia”. Quel “democratico” il quale – è bene ricordarlo – ha più volte espresso, oltretutto, la sua volontà di instaurare una riforma presidenzialista sul modello della Germania di Hitler. E il quale vorrebbe tanto fare, con i curdi, quello che Hitler fece con gli ebrei. Se la democrazia – quella vera – potesse piangere, piangerebbe di certo.

I quattro più una

“Graziano Del Rio, Andrea Orlando, Dario Franceschini e Carlo Calenda – secondo voci solitamente ben informate – starebbero mettendo a punto ognuno un suo piano per succedere a Matteo Renzi nel caso, non si sa mai, dovesse andargli male il referendum d’ottobre”.

I “magnifici quattro”, verosimilmente, si affretteranno a smentire queste voci. Per non irritare il Matteo, ma anche quella Maria Elena Boschi la quale – sempre secondo voci solitamente ben informate – avrebbe cominciato a prepararsi il terreno molto prima di loro. Sia come sia, comunque, tutto da vedere. Renzi stia sereno.

Un altro giro farlocco di “roulette parlamentare”

“Il fatto che il viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, abbia lasciato quella “Scelta civica”, di cui pur era il segretario nazionale, per formare un nuovo gruppo insieme all’ “Ala” di Denis Verdini ha turbato profondamente – in queste ultime ore – il presidente del Pd, Matteo Orfini”.

“Si è trattato – così il turbato Orfini – di una strampalatezza che sta creando problemi al Pd, di una vicenda sconcertante, di una inutile furbata”. Beh, un momento. Una strampalatezza ai danni del Pd fino ad un certo punto perché, se darà nuove carte da giocare alle minoranze del partito, c’è il fatto che il “premier”-segretario Matteo Renzi non solo ne sarebbe stato preventivamente informato, ma avrebbe dato, addirittura, il suo “nulla osta”. Una vicenda sconcertante, considerati i protagonisti, nemmeno tanto. Una furbata, invece, certamente sì. Perché Denis Verdini e i suoi, che finora non erano riusciti ad accreditarsi ufficialmente come governativi, lo sono finalmente divenuti per “via zanettiana”. Rafforzandosi loro, rafforzando il traghettatore e rafforzando, chiaramente, anche il “premier” Renzi sempre più in apprensione al Senato. Un altro giro farlocco, dunque, della “roulette parlamentare”. Anche questi giochi son fatti. E, per ora, “rien ne va plus”.

Lo stupore di Carlo

“Carlo De Benedetti e suo fratello Franco – rinviati a giudizio, con l’imputazione di omicidio colposo e lesioni colpose per i casi di malattia da amianto contratti da dieci lavoratori nella loro azienda “Olivetti” – sono stati condannati, in prima istanza, a cinque anni e due mesi di reclusione”.

“Sono stupito – è stato il commento di Carlo De Benedetti – stupito e amareggiato per la decisione del Tribunale di Ivrea di accogliere le richieste manifestamente infondate dell’accusa”. C’è da capirlo. Ma dove siamo? Condannare uno come lui. A uno come lui va data in ogni caso ragione. Civilmente, penalmente, sempre. Carlo De Benedetti, comunque, ora è stupito e amareggiato, ma sicuramente non dispera per il futuro. Un primo giudizio di condanna può essere sempre capovolto in Appello o in Cassazione. Quando non intervenga, per caso, la prescrizione.

Da manicomio

“Del “Manchester United” – così aveva avvertito l’ex calciatore poi attore Eric Cantona il nuovo arrivato nella squadra Zlatan Ibrahimovic – il re, sia chiaro, sono io”. E Zlatan Ibrahimovic: “Tu sei il re? Io, allora, sarò Dio”.

Forse sarebbe il caso di prelevare Eric Cantona dalle scene e Zlatan Ibrahimovic dai campi di calcio e ricoverarli al manicomio. Insieme a quelli che si credono Napoleone.


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