Il documento della Ragioneria di Stato sul debito del Campidoglio

Serve 1 miliardo di euro per il riequilibrio strutturale
Enzo Luciani - 20 Giugno 2008

A quanto ammonta il debito totale del Comune di Roma al 31 dicembre 2007?

Secondo il rapporto della Ragioneria di Stato, illustrata ieri dal sindaco Gianni Alemanno, a 8,151 miliardi di euro. Inoltre, se si aggiunge anche il debito programmato, il totale complessivo è di circa 9,7 miliardi. Si legge nell’inizio della valutazione: «Il Comune di Roma non è stato in grado di generare un proprio equilibrio di parte corrente. Ma ha dovuto attingere, in modo sempre più marcato, alla liquidità destinata agli investimenti, senza però essere in grado di generare un surplus di entrate libere per poterla ricostruire, creando un cosiddetto debito di flusso. Questo debito rappresenta l’entità del riequilibrio strutturale che serve perchè l’Ente possa ritrovare un proprio equilibrio duraturo dalla parte corrente di bilancio. È stato stimato in circa 1.089.698.012 di euro l’entità del riequilibrio strutturale necessario al Comune di Roma».

Le 34 pagine scritte dalla Ragioneria sono molto articolate. Indicano il «debito nominale» ovvero «contrattualizzato» in 8.151.416.863 euro al 31 dicembre 2007. La Giunta sottolinea che vanno aggiunti «ulteriori investimenti da finanziare con il ricorso al mercato creditizio» per 1,544 miliardi previsti dal bilancio comunale 2008-2010, più altri 660 milioni necessari al completamento delle linee metropolitane a partire dal 2010. L’indebitamento totale è quindi di 9,762 miliardi. La Ragioneria auspica «un’inversione di tendenza» perché in caso contrario non si può garantire «la sostenibilità finanziaria, nemmeno nel breve periodo»: il Comune di Roma «versa in una situazione di grave difficoltà finanziaria, sia per quanto concerne la competenza, e ancor più, per quanto concerne la cassa, con una tendenza, a politiche invariate, al peggioramento nel 2009 e 2010, esercizi sui quali si scaricherà sicuramente un maggior costo del debito». Problema a cui si aggiungono i «presunti debiti fuori bilancio» (720 milioni) e le incognite «derivanti dall’andamento degli strumenti derivati» sottoscritti (pari a circa 3 miliardi). Ancora più difficile, sottolineano i tecnici del ministero, è «la quantificazione, a politiche invariate, dell’ammontare della manovra di rientro necessaria».

Dalla relazione emerge inoltre che il Comune dovrà sostenere oneri finanziari per 467,5 milioni nel 2008 e 633,3 nel 2009. Cui vanno aggiunti i crediti vantati dalle società partecipate: 127 milioni da Ama e circa 100 dalle società del trasporto pubblico. Principali voci responsabili della crisi di liquidità sono «la mancata riscossione di ingenti importi» dalla Regione e dallo Stato e gli 869 milioni anticipati proprio alle municipalizzate.


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