Il figlio di Alemanno diventa dj contro lo sballo

Più di 2000 ragazzi alla mega discoteca “Spazio Roma Village” di Tor di Quinto per la prima di quattro serate della campagna "No dope – ballo senza sballo"
di Sabina Cuccaro - 7 Marzo 2009

Manfredi Alemanno in Campidoglio il 30 aprile 2008 nel giorno dell’insediamento del nuovo Sindaco e del consiglio comunale. Foto Pietro Bertea/GMT

Più di 2.000 ragazzi si sono ritrovati, ieri sera, alla mega discoteca Spazio Roma Village, a viale Tor di Quinto per la prima serata del "No dope – ballo senza sballo".
Grande successo, quindi, a riprova del fatto che i ragazzi non vogliono sballarsi, ma solo divertirsi.

La serata è iniziata alle ore 20 con gruppi di giovani emergenti, che si sono esibiti dal vivo. Dopo mezzanotte è iniziato il Dj set con Luca Cucchetti. Ma l’attesa era per Manfro Dj, uno dei più famosi della capitale, e forse il più giovane: quattordici anni da compiere il 29 di questo mese. Non solo. Manfro non è un Dj qualunque: dietro il nome d’arte c’è Manfredi Alemanno, figlio del sindaco di Roma e di Isabella Rauti.
Frangettone sulla fronte, camicia bianca e giacca nera, così ieri sera Manfro si è presentato ai sui fan. E via con la musica Hause e Elektro; un po’ di Revival, ma solo per far contento papà che era lì ad ascoltarlo. Già, per una sera il sindaco ha smesso i rigorosi abiti “capitolini” e si è lasciato andare ad una serata particolare. Sempre sul filo conduttore del Campidoglio, però. Infatti, l’iniziativa "No dope – ballo senza sballo" è in linea con la campagna antisballo lanciata proprio da Alemanno dopo lo stupro di capodanno subito da una ragazza alla Fiera di Roma.

“No dope” vuole essere una nuova tendenza, anzi, la nuova tendenza tra i giovani che vanno in discoteca senza impasticcarsi il cervello e ubriacarsi con ettolitri di alcol. «Questo progetto mira a qualificare il popolo della gioventù, quel popolo che deve ritrovare le proprie radici. “No dope” è una nuova tendenza generazionale, un movimento inverso ed opposto a quello del ’68 o dei rave illegali», ha lanciato appelli dalla trasmissione radiofonica On Air Fm 100.5, lo speaker Giuliano Castellino, che è l’animatore del progetto.
Durante la serata, invece appelli anti-droga, su sfondo musicale, sono arrivati dai vocalist: «Droga e sballo non avrete il popolo della gioventù/ Vita contro morte, giovani contro droga, musica contro degrado/ Sulla cresta dell’onda, contro ogni sballo, contro ogni droga», questi i tormentoni della serata.
Per essere coerenti fino in fondo: chi era addetto alla guida non ha bevuto. All’entrata in discoteca è stato dato un braccialetto tricolore agli “autisti” e al bar hanno potuto prendere solo una birra, pari al tasso alcolico consentito dalla legge.

Ma non c’è stata solo discoteca. Il locale, infatti, è stato diviso in due parti: una dedicata al ballo senza sballo e l’altra al confronto tra ragazzi. Che è avvenuto tra gli stand della casa editrice 300, dell’associazione Il gruppo libero/non solo chiacchiere con il progetto “Educare alla legalità” e della radio On Air, gruppi emergenti. Un’area dove prendere fiato tra un ballo e l’altro, ma anche dove discutere del mondo giovanile e, perché no, lanciare qualche proposta. In fondo, si tratta di dimostrare che i giovani non sono degli irresponsabili cocainomani.. Il prossimo appuntamento è per l’8 aprile al Piper.

Da Libero del 7 marzo


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