Il mare di Majorana al Teatro Le Salette

In scena il 26 e 27 gennaio 2019. Marco Pizzi dà una sua inedita chiave interpretativa della vicenda umana e scientifica del geniale fisico catanese
Riccardo Faiella - 25 Gennaio 2019

Il 25 marzo 1938 scomparve, in circostanze misteriose, il fisico Ettore Majorana. Marco Pizzi rivive la vicenda umana e scientifica dello studioso catanese, sul palcoscenico del Teatro Le Salette, il 26 e 27 gennaio. Ma l’approccio di Pizzi diverge da quanto proposto dallo scrittore Leonardo Sciascia, nel suo saggio del 1975: La scomparsa di Majorana. Sciascia imputa l’uscita di scena del fisico, avvenuta dopo un viaggio in traghetto da Napoli a Palermo, al fatto di sentirsi responsabile, con i suoi studi teorici sulla fisica, di una deriva che avrebbe portato alla bomba atomica. Sciascia ipotizza addirittura, per Majorana, le conseguenze di una vita monastica, rinchiuso in un convento.

Diversamente da quanto proposto da Sciascia, il punto di svolta portato in scena da Pizzi, in questa ricostruzione, è collegato a un avvenimento avvenuto cinque anni prima della scomparsa di Ettore Majorana: l’inattesa scoperta dell’antimateria. Infatti, la scoperta del positrone, l’antimateria dell’elettrone, rese di colpo irrilevante l’equazione a infinite componenti che Majorana aveva appena proposto come possibile alternativa all’equazione di Dirac, per evitare il cosiddetto “mare di Dirac”.

Siamo nel 1933, Majorana è a Lipsia quando riceve la notizia del positrone, e presto inizia a manifestare un principio di esaurimento nervoso. Tornato a Roma si chiuderà in un isolamento che interromperà solo nel ’37 per pubblicare la Teoria simmetrica dell’elettrone e del positrone, per cui ancora oggi viene ricordato e che gli frutterà la cattedra per chiara fama a Napoli. Poi la scomparsa, a lungo meditata eppure improvvisa e misteriosa. Ne esce un Majorana complesso e tormentato, profondo e come disse Fermi “privo di buon senso”, quasi come un eroe del suo amato Dostoevskij.

La tecnica narrativa è moderna, ma anche rispettosa della tradizione, per cui il protagonista è sia narratore interno, che personaggio. Alternando monologhi e scene tradizionali, la pièce copre circa dodici anni, dal 1927 al 1938. Nel finale, in particolare, Marco Pizzi si è ispirato alla tecnica degli “integrali sul cammino di Feynman”, tipica della meccanica quantistica, facendo ipotizzare a Majorana appena scomparso, le varie possibili conclusioni della sua storia.

TEATRO LE SALETTE, vicolo del Campanile 14 (Rione Borgo)

26-27 gennaio: IL MARE DI MAJORANA

di Marco Pizzi

con: Marco Sincini, Gianni Alvino, Massimiliano Calabrese, Diana Forlani, Alessio Maria Maffei, Sara Vitagliano

regia: Marco Pizzi

audio e luci: Laura Chiellino

ufficio stampa: Rocchina Ceglia

Spettacoli: 26 e 27 gennaio ore 18

INFO: 06.83961836 – www.teatrolesalette.it – ilmaredimajorana@gmail.com

 

Riccardo Faiella


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