Il MIBAC dice alt alla cementificazione

Stop del Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici sull’Agro Romano e sulle prossime “estensioni” della zona Ardeatina- Laurentina
di Mauro Carbonaro - 21 Ottobre 2009

Sono bastate dieci righe al MIBAC (Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici) per far suonare l’allarme al Campidoglio sui progetti edificatori della capitale, nello specifico l’Agro Romano e la zona Ardeatina- Laurentina.

Il Consiglio, presieduto dal professor Andrea Carandini (professore ordinario dal 1980 e dal 1992 alla facoltà di Archeologia presso l’Università di Roma La Sapienza), deve per legge esprimersi sui programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici. Nell’ultima seduta del 12 ottobre scorso, con una mozione approvata all’unanimità di “appena” dieci righe, elogia l’operato della direzione generale e della sovrintendente Federica Galloni sui vincoli apposti nella zona tra Laurentina e Ardeatina ed altre zone di Roma, soprattutto a nord lungo l’Aurelia.

Si tratta quindi di una continuazione del “caso” scoppiato lo scorso luglio, quando proprio la sovrintendenza avviò il procedimento di tutela per 5400 ettari che erano nel piano paesistico, ma che furono successivamente trasformati dal Piano Regolatore in “aree edificabili” con un milione di metri cubi di edilizia (residenziale e popolare), comprendendo ben cinque piani di compensazione.

Un grosso punto esclamativo che così metterà ancor più in difficoltà le velleità edificatorie nella zona Ardeatina, proprio in considerazione del sempre più discusso progetto I-60.

Stupore a margine della mozione del MIBAC da parte delle istituzioni capitoline e nazionali. L’assessore all’urbanistica di Roma, Marco Corsini, ha affermato come “in questo modo si vanno a toccare zone che il piano regolatore aveva considerato edificabili, con possibili ricadute proprio sul Piano Regolatore e sullo strumento di pianificazione del Campidoglio”.

Molto probabile la risposta, nelle prossime settimane, anche del sindaco Alemanno e del sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, al quale il ministro Bondi ha affidato, dallo scorso luglio, tutte le questioni romane.


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