Il mistero della farfalla dorata: finestra sul sociale contro la violenza di genere

Alla libreria Todomodo il 22 marzo 2019 la presentazione del romanzo di Rita D’Andrea
Serena Marrozzini - 24 Marzo 2019
Abitare A Settembre 2019

Alla libreria Todomodo in via Bellegra a Roma si è svolto il 22 marzo 2019 un incontro sul tema della violenza di genere con la presentazione del romanzo “Il mistero della farfalla dorata” di Rita D’Andrea.

La protagonista, Ambra, è un avvocato specializzato in cause contro la violenza sulle donne. Ha una figlia, Eva, di diciotto anni. Proprio Eva una sera subisce un tentativo di aggressione, si salva, ma nella colluttazione con l’aggressore perde il braccialetto  con la farfalla dorata. Inizia così una serie di indagini in cui Ambra si impegna in prima persona e collabora con l’ispettore Germani. Si scoprirà che l’aggressione ad Eva non è un caso, ma che già altre donne in precedenza hanno denunciato aggressioni avvenute nello stesso luogo.

La copertina del libro è un quadro della pittrice Barbara Berardicurti: “In fondo al tunnel c’è…la strada”.

Presentata dalla giornalista Maresa Palmacci, l’autrice afferma che la strada migliore da percorrere in questi casi è senza dubbio quella della denuncia perché “la violenza è sempre da condannare e da denunciare in qualsiasi forma si manifesti”. La speranza di Rita D’Andrea è quella che questo testo possa fornire una riflessione e uno stimolo ad acquisire coraggio a chi si riconosce nelle situazioni narrate.

E’ stato inoltre proiettato il cortometraggio del libro, per la regia di Alfredo Villa e sceneggiatura dell’autrice. Le attrici teatrali Anna Rita Marinelli e Simonetta Trippini hanno recitato dei monologhi scritti dall’autrice, dando voce alle ragazze violentate e ad alcuni passi significativi del romanzo.

Molto importante come spunto di riflessione sul tema è stato l’intervento di Milena Fanizza, dell’Associazione D.a.l.i.a. – Centro Antiviolenza, situata in Via del Pigneto.

D.a.l.i.a è un’associazione senza fini di lucro, che circa dieci anni fa si è formata con lo scopo di aiutare le donne nel lungo e difficile percorso che dovranno affrontare perché vittime di violenza, e, ad oggi, è il punto di aiuto per le donne nel territorio del V Municipio di Roma.

Milena Fanizza, nel suo intervento, racconta dell’esperienza delle numerose donne che si rivolgono al centro e allo sportello gratuito, sottolineando che, nella maggior parte dei casi, le violenze avvengono in famiglia e proprio per questo è più difficile intervenire. La mancanza di autonomia economica è un vincolo che, insieme a quello di natura psicologica, rende difficile l’allontanamento delle donne dal marito o compagno violento.

“Ogni 72 ore una donna viene uccisa o è vittima di violenze”: in tale contesto si inserisce la normativa introdotta dalla Regione Lazio con la legge regionale 19 marzo 2014 della violenza di genere, con lo scopo di sostenere e potenziare strutture e servizi di presa in carico, di accoglienza e di reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza e dei loro figli; promuovere e rafforzare le reti locali idonee a prevenire e contrastare gli episodi di violenza nei confronti delle donne; promuovere interventi volti a sostenere l’autonomia economica e psicologica vittima di violenza, ai fini dell’inserimento lavorativo, anche attraverso forme di sostegno a iniziative imprenditoriali.

A tal proposito l’intervento di Eugenio Patanè, consigliere della Regione Lazio firmatario regionale di tale legge, che ci svela i luoghi comuni errati che riguardano il tema della violenza sulle donne: “Non è vero che le violenze sono perpetrate da estranei perché nella maggior parte dei casi avvengono in famiglia, così come non è vero che queste violenze sono compiute da persone fuori di senno o sotto effetto di droghe o alcolici, ma sono persone perfettamente in grado di intendere e di volere. È errato pensare che la violenza è sinonimo di ignoranza o marginalità sociale”. Il messaggio che Eugenio Patanè ha voluto trasmettere nel suo discorso è quello che “chiunque di noi si consideri lontano da questi problemi sbaglia clamorosamente. Il problema non sta fuori di noi, ma dentro di noi”.

Foto di Aldo Zaino

 

Serena Marrozzini


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  1. E’ stato un incontro interessante, emozionante e coinvolgente. Trovo che questo articolo è esaustivo e scritto molto bene e ringrazio Serena Marrozzini che l’ha scritto. Della violenza non se ne parla mai abbastanza e con Insieme contro la violenza alla Libreria Todomodo ho voluto ancora una volta sollevare l’attenzione su un problema non solo di attualità ma purtroppo sempre in aumento.

    Rita D’Andrea

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