Il Museo dei Cappuccini e il ‘San Francesco in meditazione’ del Caravaggio

Il Convento dei Frati Minori Cappuccini di via Veneto offre arte e spiritualità
di Patrizia Miracco - 26 Giugno 2012

I Frati Minori Cappuccini di via Veneto aprono le porte del loro convento con una particolare e significativa area espositiva dedicata alla loro storia spirituale. Da martedì 26 giugno è possibile percorrere un nuovo percorso del museo nel Convento dove, oltre alla famosa cripta–ossario annessa alla Chiesa di Santa Maria Immacolata Concezione, è possibile ammirare l’eccezionale opera di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio “San Francesco in meditazione”, insieme ad opere d’arte di grande pregio, paramenti liturgici di preziosa fattura, antichi testi manoscritti e semplici oggetti di uso quotidiano.

La storia della spiritualità dell’Ordine religioso è narrata in un percorso scientifico che comprende otto sezioni. È presente la vita di Santi cappuccini esemplari come, ad esempio, San Felice da Cantalice, San Crispino da Viterbo, San Giuseppe da Leonessa, ma anche figure contemporanee di vastissima risonanza pubblica come San Pio da Pietrelcina, stimmatizzato per 50 anni e Padre Mariano da Torino, primo predicatore multimediale.

È nella quinta sezione che si trova l’opera del Caravaggio ‘San Francesco in meditazione’, opera realizzata dal grande artista appositamente per il Convento dei Cappuccini.

“Caravaggio per tutta la vita – scrive lo storico d’arte, Claudio Strinati – si interessa alla figura di S. Francesco in una serie di opere che segnano la sua intera carriera. Ma l’attenzione particolare verso il mondo dei cappuccini risulta chiara dalla testimonianza del collega pittore Orazio Gentileschi il quale, in una deposizione in Tribunale nell’anno 1603, durante un processo intentato in Roma dal pittore Giovanni Baglione contro il Caravaggio e altri per reati di diffamazione, raccontò al giudice di avere prestato, qualche tempo prima, al Caravaggio una veste di cappuccino affinché il Caravaggio se ne potesse servire”. “La storia, però, non dice con esattezza quale fosse o quali fossero questi quadri. Ma è possibile – prosegue Strinati – che tra questi dipinti di soggetto francescano ci sia proprio il sublime quadro della chiesa dei Cappuccini in Roma. […] E’ qui raffigurato il momento della compiuta trasfigurazione spirituale del Santo che, prendendo in mano il teschio e inginocchiandosi sulla nuda terra, formula il gesto supremo di deporre il teschio stesso sulla base della Croce rappresentata in scorcio per darle la maggiore evidenza possibile nello spoglio ambiente, quasi una caverna, dove si compie l’evento”.

La sesta sezione e la settima sezione si soffermano sui Cappuccini nel XX secolo e sui Cappuccini nel mondo, ricordando la figura del celebre e venerabile Padre Mariano da Torino.

Conclude il percorso la Cripta-Cimitero nell’ottava sezione. La Cripta nacque nella metà del 1700 dall’esigenza pratica di fare posto ai nuovi defunti nel piccolo cimitero del convento e quindi trovare una giusta collocazione per le ossa dei frati riesumati.

Il Museo vuol essere un nuovo centro per la conservazione del patrimonio storico artistico dei Cappuccini di Roma e del Lazio. Le sale espositive non solo espongono materiali artistici, ma sono state ideate anche per la loro conservazione.

È possibile visitare il Museo dei Frati Cappuccini tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Il costo del biglietto è di 6,00 euro (intero) e di 4,00 euro (ridotto).

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Per informazioni: tel. 06/42014995

 


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