Il Peperoncino a Colli Aniene derubato per la quinta volta in meno di tre anni

Federico Carabetta - 8 Novembre 2019

Durante la notte tra il 4 e il 5 novembre 2019, il Ristorante Il Peperoncino di Viale Bardanzellu 77, è stato nuovamente visitato da ignoti. E non è la prima volta bensì la quinta volta in un arco di meno di tre anni.

Il copione si ripete identico con la serranda d’accesso al locale divelta, una vetrata infranta, la veranda danneggiata e i locali messi a soqquadro. È questo il segno inequivocabile che anche la delinquenza è diventata sfacciatamente rudimentale.

Cosa infatti potevano aspettarsi i ladri in un ristorante se non oggetti di uso comune in una sala da pranzo e una cucina visto che ormai i contanti si mettono subito al sicuro altrove?
Hanno fatto danni, i mariuoli, che superano e di molto le loro aspettative: danni costosi, come sempre quelli per ripristinare la serranda metallica, la vetrata e la struttura della veranda.

Ci sono anche altri guasti ma questa volta incalcolabili, inferti non solo al danneggiato ma a tutta la comunità, che sono l’assuefazione, l’ineluttabilità, l’insicurezza, la sfiducia nelle istituzioni per la loro evidente inadeguatezza.

“Tu lavori dalla mattina alla sera – ci dice Michele Ricciardi il titolare del ristorante con aria sconsolata –  ti fai un mazzo tanto per dare il meglio ai clienti contenendo all’impossibile i prezzi e per tener pure testa alla concorrenza, sopravvivi strozzato dalle tasse, e poi … poi devi far conto con questo.”

Ci guardiamo attorno, nella sala da pranzo tutto è tornato in ordine ma, guardando attentamente, una vetrata è seminascosta dietro alte piante ornamentali ed il personale ha un’aria alquanto…  assente; è già in divisa, attende i clienti per il pranzo.

Michele è lì che sorveglia tutto, ci saluta allargando le braccia pare che dica “E c’avimma ‘a fa!”  (che ci possiamo fare!)  triste, pensando – secondo noi – e cercando di fugare il pensiero che lui, il suo lavoro, la sua famiglia e i suoi 11, dico undici dipendenti, siano ogni giorno esposti allo strapotere della delinquenza.

Federico Carabetta


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