Il premio Nobel per la Pace Al Gore in Italia per lanciare Current il primo network “creato da chi lo guarda”

Presentato l'8 maggio all'Ambra Jovinelli. Gore: Current si propone di mandare in onda servizi che altri Tg scarterebbero o eventi dal “tuo” punto di vista
di Letizia Palmisano - 9 Maggio 2008
L’8 maggio, presso il teatro Ambra Jovinelli a Roma, è stato lanciato il CURRENT Italia, il primo network creato e “gestito” dai suoi spettatori. Con l’Italia il canale raggiungerà le 56 milioni di famiglie. Il pubblico a cui tende, particolarmente, è quello dei giovani tra i 18 e i 34 anni.

Current è una tv fondata tre anni fa prima negli USA, eppoi introdotta negli altri Paesi anglofoni, da Al Gore e Joel Hyatt. Il motto del network (scritto anche sulle magliette in dono ai partecipanti) è ”Ora anche tu puoi dire la tua”, che è anche il principio fondante della Rete.

A lanciare il canale a Roma è venuto lo stesso Al Gore che per oltre due ore si è intrattenuto con il pubblico, spiegando il progetto prima, e rispondendo a una ventina di domande dagli spettatori, poi. Il tutto con molta simpatia da parte dell’ ex numero due della Casa Bianca.

L’incontro aveva un pubblico “mirato”: la partecipazione era gratuita, previa registrazione, e rivolta in particolar modo al mondo dei bloggers. Nei giorni scorsi, infatti, tramite il sito di Sky (il network va in onda proprio sul Canale 130 di Sky) era possibile registrarsi e quindi partecipare liberamente. La risposta degli italiani non si è fatta attendere sia sul web che al teatro, stracolmo di persone, in particolar modo giovani. Inoltre, qualsiasi blogger poteva inviare le proprie domande per il Premio Nobel e sono stati i blogger stessi a votare le migliori 15 tra tutte quelle pervenute, proposte a Mr Gore direttamente dagli autori delle stesse. Alla fine dell’incontro Gore si è intrattenuto un’altra mezz’ora per continuare a rispondere alle domande “fuori programma”.

Current, come ha spiegato lo stesso Gore, ha (visto che è già in onda dalle ore 11 a.m. dell’8 maggio stesso), il palinsesto formato da servizi, (denominati pod) di massimo 7-8 minuti,  il 30% dei quali, realizzati da utenti esterni (in tal caso chiamati VC2 video creati dalla comunità), inviati magari via internet, sottoposti sul sito agli internauti e, quindi, i più votati destinati al passaggio sul video e ad una retribuzione pecuniaria. Su internet oltre a votare e commentare  è possibile raccontare una storia. Tutto in un sistema totalmente trasparente. Anche il 50% della pubblicità può essere realizzata con VC2 e, ovviamente, anche in tal caso i prodotti creati dai cybernauti scelti dagli sponsors (in base al gradimento del pubblico on line) vengono pagati.

Come sottolineato da Tommaso Tessarolo – ‘direttore della programmazione ed on-line’ per Current Italia-  anche la redazione è una grande casa di vetro, che è possibile vedere dalla strada nella sede di Milano.

Current, come ha precisato Gore, si propone di mandare in onda servizi che altri Tg scarterebbero o eventi dal “tuo” punto di vista. Una televisione che interagisca col pubblico, "figlia di internet", per contrastare i sistemi di informazione unidirezionali (radio e tv) del XX Secolo. Dopo anni di un sistema di informazione in cui gli individui erano solo fruitori, “consumatori”, internet ha ridato loro il potere e sullo stesso principio lavora Current. Si pensi anche alla possibilità di replicare con altri video a servizi trasmessi. Gore ha precisato come la proprietà dei mezzi di informazione in mano di pochi indebolisca la democrazia. E ha, a riguardo, ricordato che una scorretta informazione ha fatto sì che un terzo degli statunitensi credesse che Saddam Hussein stesse dietro l’11 settembre o che gran parte degli americani creda che i cambiamenti climatici non siano una realtà ed un problema. Gore ha poi precisato con forza che Current è una tv libera, indipendente da governi o assetti di potere e che risponda solo alla coscienza dei fondatori e di coloro che lavorano nel canale. E che, anzi, intendono, anche in Italia, dar voce a chi è sottoposto a censura. Il nostro Paese è stato scelto come il primo non anglofono. Il perché è spiegato dall’ex vicepresidente statunitense: L’Italia da sempre nella storia primeggia nella creatività e nella cultura e il network è convinto che sia il posto migliore, senza dimenticare il fatto – evidenziato dalla massiccia risposta – che siamo anche un popolo con un gran numero di bloggers.

Sul piano operativo, andando nelle ore successive sul sito ufficiale www.current.it, si possono vedere i numerosi contributi arrivati dai cybernauti italiani. 



Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti