

A Palazzo Valentini la prima mostra antologica dell’artista, anche questore, Nicolò D’Angelo
La Provincia di Roma ospita a Palazzo Valentini, in via Cesare Battisti, dal 28 febbraio al 15 marzo, la mostra “Il puro canto del colore, fra terra e mare”, la prima antologica del pittore-questore Nicolò D’Angelo.
Il nome di Nicolò D’Angelo ha riempito pagine di cronaca nera con una battaglia trentennale alle Brigate Rosse, al terrorismo, alla malavita organizzata, macinando una carriera tra Squadra Mobile e Questura, ma solo oggi si parla di lui in veste di artista, rivelando la sua passione “privata e intima” con la pittura.
La mostra si è inaugurata nella sede della Provincia di Roma, che ha promosso l’evento, alla presenza dell’autore, dell’ex presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, del commissario straordinario della Provincia, Marisa Troise Zotta, del critico Raffaele Simongini, di Rita Dalla Chiesa, dal giornalista Romano Tripodi, di Don Luigi Ciotti, alla cui associazione Libera sarà devoluto il ricavato della vendita delle opere. Presente anche il questore Nicola Cavaliere.
“Nelle opere di Nicolò D’Angelo ho ritrovato una forte dimensione etica, nel senso che sono espressione dell’autenticamente umano, uno specchio della vita – commenta Don Ciotti – La sua è un’arte che esprime il vissuto più profondo e la sua sensibilità verso la natura. Tra le sue opere, mi ha colpito ‘Il Salice che piange’, simbolo di una natura dolorosa e calpestata, e ‘Il dolore di Gaia’, con gli alberi carbonizzati evocativi di una natura violentata dagli incendi criminali. E l’acqua, che diventa spesso protagonista dei suoi quadri, dove si riconosce la sua passione per il mare da buon siciliano, ma anche la sua sensibilità all’impegno per la salvaguardia di questo bene prezioso e fragile”.
“In tanti anni di amicizia – racconta invece Rita Dalla Chiesa – ho sempre saputo della sua passione per la pittura, che ci veniva raccontata però con molto pudore. In fondo, anche lui, come Don Ciotti, viene dalla strada e ha fatto un percorso in cui ha vissuto i dolori della gente. Così, quando resta solo con se stesso, accende i suoi colori, e si racconta”.
“Nicolò D’Angelo è un colorista puro – commenta Simongini – Riesce a trovare una corrispondenza tra stato d’animo e colore. La sua è una pittura di passione, un espressionismo lirico, che sente e interpreta la realtà. Nei suoi quadri l’uomo è assente, dominano elementi naturali, le onde, il mare, scorci di paesaggi. L’uomo è solo evocato, a volte, in un tragico confronto con la natura”.
Alla sua prima iniziativa culturale, Troise Zotta ha dichiarato: “Sono onorata di cominciare questo mandato con una mostra di così alto valore, che si sposa con le esigenze della solidarietà verso Don Ciotti. Ma mi sento anche un’usurpatrice, perché il merito di aver voluto e attivato l’evento è tutto del presidente Enrico Gasbarra”.
E cosa dice l’artista? “La vita è molto difficile, servono valvole di sfogo per sopravvivere. La mia è l’arte”.
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