Il respiro del mondo

E' terminata la mostra di Emilio Leoffredi; non ci resta che imparare a respirare
di Giulia Ricci - 5 Novembre 2009

Si è conclusa da pochi giorni la mostra di Emilio Leoffredi “Il respiro del mondo”, alla Galleria d’Arte “La Nuvola” in via Margutta.

Quindici opere raccontano del mondo, realtà separata da mari, oceani, confini, metafore di distanza e frattura.

Tra queste, cinque tele rappresentano i continenti e i personaggi più significativi legati alla storie di ognuno di essi.

Era il 1977 quando Emilio Leoffredi finito il liceo partiva per un viaggio che lo portò a raggiungere l’India innamorandosi di questo continente pieno di sfaccettature; si direbbe che il viaggio di Leoffredi è ancora in atto, grazie anche ad un’altra data importante: il 2005, quando l’artista partì nuovamente per l’India, dove restò per sei mesi realizzando il suo progetto “Dreams”, diario di viaggio.

Ed è proprio dall’India che arrivano le tende utilizzate per le sue opere.

Viaggi, ispirazioni, visioni quotidiane e scoperte, realtà differenti poiché paragonate tra loro; le opere di Leoffredi sembrano spingersi oltre regalando agli occhi immagini significative ma non forzate che passano per il pensiero ed arrivano al cuore, come quello rappresentato sulla tela “Tenda Ghandi” (2005).

Il mondo diventa così un’unica tela sulla quale dipingere, mettendo in risalto aspetti unici sfumandoli, per poi fonderli in un unico colore, quello della vita, e riprendere a respirare, come esorta lo stesso Leoffredi con la scritta sulle opere: “Come up with full inhalation”.

Ma respirare veramente non è cosa facile: bisogna prima prendere coscienza del luogo in cui ci si trova (“you are here”, altra frase che campeggia sulle opere) e per farlo è necessario perdersi in esso, inalare, guardare e solo dopo muoversi e ritrovarsi, magari in un altro continente.

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E se spostandosi il respiro si fa corto è comprensibile; si sta imparando a respirare e questa è una sensazione che non passa inosservata.

Le opere di Leoffredi sono un accampamento globale dunque, nel quale rifugiarsi per conoscere il mondo attraverso immagini che si pongono come punto di partenza per uno scopo decisamente emozionante, ovvero praticare il rito vedico “Surya Namaskar”(saluto al sole), e lo si può fare ovunque, cancellando le ombre dell’ignoranza.

Il mondo, realtà separata da mari, oceani, confini, metafore da esplorare per abbattere le distanze.


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