Il rione Testaccio diventa un museo a cielo aperto

Presentato sabato 24 ottobre presso il teatro Vittoria il nuovo progetto archeologico
di Emiliana Costa - 26 Ottobre 2009

“Piazza affari” dell’Impero romano, orto in età medioevale, rione popolare del ‘900 e, oggi, centro nevralgico della movida capitolina. Sono i mille volti di Testaccio, storico quartiere della Capitale, che in questi giorni ha aggiunto un punto al suo illustre curriculum vitae: il rione diventerà un museo a cielo aperto, attraverso un percorso di riqualificazione che ne valorizzerà tutte le stratificazioni storiche, dall’Antica Roma agli Anni ’20. Il progetto “Museo diffuso del rione Testaccio”, curato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici, è stato presentato sabato 24 ottobre presso il teatro Vittoria a Roma.

Cuore del percorso archeologico sarà il nuovo mercato compreso tra via Galvani e via Volta, costruito sui “cocci” del suo antico progenitore e realizzato grazie al project financing. “Vogliamo raggiungere una compenetrazione tra la città antica e quella contemporanea” spiega Renato Sebastiani, responsabile del progetto. Che ha portato alla luce uno spaccato della storia del rione, dall’età antica al secolo scorso: “Nell’ettaro che abbiamo scavato – racconta il Soprintendente Angelo Bottini – abbiamo rinvenuto alcuni horrea di epoca imperiale, tracce delle coltivazioni medioevali, l’impianto di un casale rinascimentale, oltre alle fondamenta dei villini edificati nei primi anni ’20 del Novecento”.

Dal mercato partirà il percorso di quartiere (articolato in tre sezioni) che collegherà i luoghi di interesse architettonico e culturale del rione, segnalandoli con accurati pannelli illustrativi: dal Porticus Aemilia alle Mura Aureliane, dal Monte dei Cocci alle tombe romantiche del cimitero acattolico, fino all’ex Mattatoio e all’eclettica caserma dei vigili del fuoco.
“Finalmente Testaccio non sarà più conosciuto solo come il quartiere della movida – commenta Orlando Corsetti, presidente del I Municipio – In questo modo incrementeremo il turismo diurno, stimolando anche le attività commerciali della zona”. “L’idea di un museo diffuso è straordinaria – aggiunge Dino Gasperini, delegato del sindaco per il centro storico – pedonalizzeremo l’area del Monte dei Cocci per salvarla dal traffico parassitario, bonificheremo il verde sopra la collina e creeremo delle aperture verso zone limitrofe della città, dall’oltretevere, verso Portuense, al Parco Lineare delle Mura Aureliane”.


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