

L’edizione italiana, tradotta da Michele Renzino e Franco Travaglio, è della Compagnia della Rancia
Dal 14 aprile 2010 è tornato al Sistina “Cats”, il musical, basato sul libro di Thomas Eliot, prende vita da una raccolta di poesie che lo scrittore scriveva ai suoi nipoini. In seguito Webber le musicò e nell’81 debuttò per la prima volta a Londra.
Da allora è stato rappresentato in 26 paesi e 250 città ed è stato tradotto in 10 lingue. Oggi è uno dei maggiori successi teatrali di tutti i tempi, per spettatori, numero di recite e incassi. L’edizione italiana, tradotta da Michele Renzino e Franco Travaglio, è della Compagnia della Rancia e per il patron Saverio Marconi è un grande risultato.
Tutto comincia con un grande raduno per il tradizionale ballo notturno che ha una nuova ambientazione, infatti, i gatti Jellicle italiani si incontreranno nella discarica vicino ad un grande e vecchio Luna Park; i Jellicle si riuniscono per conoscere il gatto che avrà il privilegio di salire verso il “Dolce Aldilà” per rinascere così a nuova vita. Il privilegio, toccherà all’anziana Grizabella, ex bellezza dalla vita dissoluta.
La mano del grande Eliot, si nota persino dai nomi che i gatti possono vantare: il gatto è Deuteronomio, il vero mago della banda è Mister Mefistofele; il vero diavolo è però Macavity.
E’ uno show in cui si cercherà di spiegare il rapporto strano che esiste tra i gatti e gli umani. Ci sono aspetti umani nei gatti e ci sono aspetti felini negli uomini ed è su questi ultimi che verterà l’attenzione degli autori.
Al raduno, in via eccezionale, i gatti hanno invitato anche gli umani per far conoscere loro quanto i gatti siano animali particolari ed abbiano una visione del mondo unica, per dirla con Eliot “ricordatevi che un gatto non è un cane”.
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