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Il ritorno del “fossile vivente”: Villa Borghese riabbraccia il suo Ginkgo Biloba

Dopo l'addio tra le polemiche all'esemplare centenario, il Pincio torna a colorarsi d'oro. Piantato il primo dei due nuovi alberi promessi dal Campidoglio

C’è una macchia di verde nuovo sulla collina del Pincio, un segno di speranza che prova a chiudere una ferita aperta mesi fa tra le proteste.

Sotto il cielo delle feste natalizie, Villa Borghese ha ricevuto un regalo speciale: è stato messo a dimora il primo dei due Ginkgo Biloba promessi dall’amministrazione capitolina. Un ritorno atteso, simbolico e necessario, per restituire al panorama di Roma uno dei suoi protagonisti più amati.

La fine di un’era e le polemiche

Tutto era iniziato con un abbattimento che aveva scosso l’opinione pubblica. L’esemplare che dal 1920 dominava il Pincio, con la sua chioma maestosa capace di accendere il tramonto romano, era stato tagliato improvvisamente. Un addio che aveva sollevato un coro di proteste da parte di intellettuali, comitati di quartiere e cittadini affezionati.

Dal Campidoglio la risposta era stata netta: «Deperimento vegetativo incurabile». L’albero era malato e non c’era più modo di salvarlo. In quel momento, però, era arrivata la promessa: quel vuoto sarebbe stato riempito non da uno, ma da due nuovi esemplari.

Un “fossile vivente” per il futuro

Oggi quella promessa inizia a prendere forma. Il Ginkgo Biloba non è un albero qualunque: è considerato un “fossile vivente”, una specie di origine asiatica che abita la Terra da milioni di anni, sopravvivendo a ere geologiche ed estinzioni.

Una pianta nota per la sua straordinaria resistenza e per lo spettacolo autunnale delle sue foglie, che si tingono di un giallo dorato inconfondibile.

«La messa a dimora di questo esemplare rappresenta un intervento fondamentale per la tutela del nostro patrimonio», ha dichiarato l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi.

Non si è trattato di un semplice scavo: l’operazione è stata seguita passo dopo passo dagli agronomi comunali per garantire che il terreno sia perfetto per accogliere le radici e favorire uno sviluppo sano.

Un gesto di cura per il verde storico

Il nuovo arrivato non è solo una pianta, ma, come sottolineato dall’assessorata, «un gesto concreto di cura verso il verde storico della città». Con questa operazione, il Pincio si prepara a recuperare la sua identità visiva.

In attesa del secondo esemplare, i frequentatori della Villa possono già ammirare la nuova silhouette che, tra qualche anno, tornerà a giganteggiare su Roma, regalando ancora quel tappeto d’oro che per un secolo ha fatto sognare generazioni di romani.

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