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Il sociale abita in un condominio: apre in via Gentiloni la nuova “Stazione di Posta”

Taglio del nastro per il settimo presidio di accoglienza della Capitale. Sei posti letto, assistenza psicologica e legale in un immobile PNRR restituito alla collettività

Un nuovo spazio restituito alla città, trasformato in rifugio e opportunità. Nel cuore del III Municipio, in via Ottorino Gentiloni, prende vita la settima “stazione di posta” di Roma: un luogo pensato per accogliere persone fragili e accompagnarle in un percorso di ripartenza, tra assistenza e inclusione.

L’intervento, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale e realizzato grazie ai fondi del PNRR, segna un ulteriore passo nel rafforzamento della rete di accoglienza cittadina. Non solo nuovi posti letto, ma un modello che punta sulla qualità degli spazi e dei servizi.

Una casa che diventa punto di ripartenza

La struttura, ricavata all’interno di un condominio che ha accolto il progetto con spirito collaborativo, può ospitare fino a sei persone.

Qui prendono forma due percorsi fondamentali: “Stazione di posta”, rivolto a chi vive in condizioni di marginalità, e “Dimissioni protette”, dedicato a chi esce da percorsi sanitari e ha bisogno di un accompagnamento prima del ritorno all’autonomia.

Come sottolinea l’assessora Barbara Funari, l’obiettivo non è soltanto aumentare la capacità ricettiva, ma costruire ambienti dignitosi, accoglienti e diffusi nei quartieri, capaci di rispondere in modo concreto ai bisogni più urgenti.

Servizi integrati e assistenza

All’interno della struttura non si trova solo un posto dove dormire. Sono previsti servizi su appuntamento con figure professionali fondamentali:

supporto psicologico

assistenza sociale

consulenza legale

accompagnamento socio-educativo

Un approccio integrato che punta a rimettere al centro la persona, offrendo strumenti per ricostruire un percorso di vita stabile.

Da spazio abbandonato a presidio sociale

Il valore dell’intervento è anche simbolico. L’immobile, per anni inutilizzato, era già stato impiegato durante l’emergenza Covid per accogliere persone senza dimora. Oggi torna a vivere in una veste completamente rinnovata.

A ricordarlo è Giovanni Caudo, presidente della Commissione Speciale PNRR, che sottolinea come questo luogo rappresenti un esempio concreto di rigenerazione urbana e sociale, capace di trasformare il vuoto in opportunità.

Un progetto condiviso

La gestione del centro è affidata a realtà del territorio, tra cui la Cooperativa Sociale La Isla Bonita e la Cooperativa Sociale Sociosanitaria Integrata Grimaldi, coinvolte nel percorso di co-progettazione con il Dipartimento capitolino.


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