“Il Teatro Tor Bella Monaca c’è”

ll direttore Filippo D’Alessio presenta la nuova stagione
Camilla Dionisi - 16 Settembre 2020

“Una nuova stagione si apre per il Teatro Tor Bella Monaca che, dopo il blocco delle attività causato dal Covid-19, dal 15 giugno 2020 ha riaperto i battenti con i suoi attori e spettatori”. Ci ha accolto così, parlando dell’anno (artistico) che verrà il direttore Filippo D’Alessio offrendo una panoramica dall’interno di una struttura ormai conosciuta in tutta Italia. Lo abbiamo incontrato nel suo studio, a ridosso delle altissime torri che segnano lo skyline di uno dei quartieri più “chiacchierati” della Capitale.

Quali sono le proposte per l’anno nuovo?

Abbiamo già programmato le due stagioni che vanno da settembre a dicembre 2020, e da gennaio a maggio 2021. Siamo riusciti ad avere in programmazione, inoltre, delle anteprime, come quella di “Nota stonata”, con la regia di Moni Ovadia e “Variazioni enigmatiche” con Glauco Mauri e Roberto Sturno. In preparazione molte novità: l’indirizzo del teatro è sempre quello di proporre un programma di qualità che risponda alle aspettative del numeroso pubblico che ci frequenta.

Dar Ciriola asporto

In base alla sua esperienza, come può l’arte teatrale aiutare un cittadino in questa situazione di grande difficoltà?

Riaprire il Teatro subito dopo che il decreto ne ha dato la possibilità, ci ha permesso di giocare d’anticipo lanciando un messaggio importante: andiamo a consolidare una ripartenza verso la normalità vera con un messaggio di fiducia fra il teatro e lo spettatore. Si recupera la socialità insieme ad uno spazio culturale importante.

E per i giovani?

I giovani hanno la possibilità di mettersi in gioco. Abbiamo laboratori per diverse fasce d’età, partendo dai bambini fino ad arrivare agli anziani, con un’attenzione rivolta anche ai diversamente abili. È un percorso di avvicinamento che permette di intervenire in palcoscenico, incontrare persone nuove e imparare dagli artisti che frequentano il Teatro. Sappiamo che per i giovani è più difficile approcciarsi a questo mondo, ma alla fine, quando si avvicinano ad esso, si rendono conto di avere una possibilità in più.

Cosa rappresenta il Teatro Tor Bella Monaca in una parte della città più nota per la cronaca nera che i suoi circuiti virtuosi?

Il Teatro Tor Bella Monaca è un punto di riferimento importante in questo quadrante di Roma. E’ quell’elemento dirompente che ha abbattuto il muro tra periferia e centro e che ha creato un contesto importante di comunità. Nonostante le difficoltà, il Teatro Tor Bella Monaca c’è. Parliamo di circolazione di compagnie e dell’arrivo di progetti importanti come con il Conservatorio di Santa Cecilia, e ancora la Festa del Cinema di Roma, con cui programmiamo di collaborare anche quest’anno.

Ormai è tutto veloce e a disposizione sugli schermi di casa nostra: cosa direbbe a un cittadino indeciso se acquistare o meno un biglietto?

Gli offrirei un biglietto per entrare, affinché abbia la possibilità di capire che si troverà di fronte una persona in carne e ossa, che esprime emozioni e fa battere il cuore. Lo spettatore entrerà così in una dimensione relazionale che la tecnologia non può offrire.

 

Camilla Dionisi


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