Imperdibile appuntamento tra arte e scienza

Al Palazzo delle Esposizioni “Tre stazioni per Arte-Scienza” dal 12 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022 in un progetto anche fortemente legato dall’identità di Roma come luogo storico di ricerca e di tradizione scientifica
Carla Guidi - 22 Ottobre 2021

GUGLIELMO MARCONI

Dal 12 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022 è possibile visitare al Palazzo delle Esposizioni – tra installazioni, video, opere d’arte e materiale tecnologico – un progetto allestito attraverso tre diversi angolazioni: (storico) – La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città – (artistico) – Ti con zero – (e quello della ricerca scientifica contemporanea) – Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro -.

La rassegna, promossa da ROMA Culture, è ideata e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo con la collaborazione di numerose istituzioni pubbliche, tra le quali INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a cui si deve l’intera progettazione e curatela della mostra Incertezza; mentre l’esposizione La scienza di Roma è stata patrocinata dall’Accademia Nazionale dei Lincei e dalla Sapienza Università di Roma. Quest’ultima ha anche collaborato alla sua realizzazione.

ENRICO FERMI

Il progetto nel suo insieme è nato dal desiderio di intervenire nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra scienza e società che i cambiamenti climatici e la pandemia hanno reso di primaria importanza. Con “Tre stazioni per Arte-Scienza”, il Palazzo delle Esposizioni intende mostrare le possibilità che metodi e istanze diverse possano determinare non soltanto punti di contatto, ma nuovi territori di esperienza, di formazione, di crescita e di riflessione. Dall’idea metaforica di “stazione” di ottocentesca memoria, luogo di incontro e socialità, fino all’avamposto tecnologico dell’umanità nel cosmo come stazione spaziale, non escludendo il rinnovamento del contatto da remoto come prassi lavorativa e di informazione, per ribadire che il sapere non può fondarsi né sulle certezze né sulle separazioni disciplinari, ma può invece svilupparsi nella dimensione della ricerca che è il luogo mobile e potenziale, incerto e libero, dove si incontrano la scienza e l’arte.

Come già sperimentato nel corso dei programmi degli ultimi anni, l’intento dell’Azienda Speciale Palaexpo è quello di promuovere la partecipazione di pubblici diversi, indicando come la commistione tra diversi saperi crei il superamento dell’idea stessa di “mostra”, verso un’esperienza che coniughi gli aspetti espositivi con quelli pedagogici e performativi.

 

1) La Scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città – a cura di Fabrizio Rufo e Stefano Papi

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Da sempre Roma è un crocevia della scienza, personaggi del calibro di Galileo Galilei, Niccolò Copernico, Angelo Secchi, Enrico Fermi, Giovanni Battista Grassi, Stanislao Cannizzaro, Guglielmo Marconi, Vito Volterra, per citarne solo alcuni – che nel tempo hanno dato vita ad una miriade di vicende storico-scientifiche note e meno note fatte di umanità, di curiosità e di passione per la ricerca. Aerospazio, agronomia, antropologia, astronomia, biologia, chimica, fisica, matematica, medicina, scienze della Terra: non esistono discipline che non abbiano trovato nella città di Roma la sede per il loro sviluppo e spesso il loro momento fondativo, basti pensare all’astrofisica o alla fisica nucleare.

Obiettivo e punto di forza dell’esposizione è quello di raccontare la storia delle idee scientifiche e il loro impatto nella società attraverso i grandi scienziati che a Roma hanno lavorato e le grandi scoperte che qui sono state fatte; il tutto attraverso una commistione di linguaggi in cui si fonderanno il rigore scientifico e la suggestione estetica, la spiegazione e l’emozione. Una narrazione testuale sintetica e suggestiva accompagnerà il visitatore nelle nove sezioni della mostra, alternandosi alla contemplazione di reperti scientifici originali emozionanti e spesso inediti come, ad esempio, gli acquarelli delle fasi lunari disegnate da Galileo Galilei (foto 3) il cranio originale dell’uomo di Neanderthal di Saccopastore, gli strumenti originali dei “ragazzi di via Panisperna”, le tavole sciateriche di Athanasius Kircher. La mostra si struttura in nove sezioni. Le prime sette sono di ambito prettamente disciplinare (scienze della Terra e antropologia, chimica, matematica, biologia e medicina, astronomia, fisica), l’ottava è un cameo sulla Roma seicentesca di Galileo Galilei e Athanasius Kircher e la nona dà una visione del presente e del futuro della scienza a Roma, presentando alcuni tra i più interessanti studi e progetti che si stanno realizzando in città in questi anni.

 

2) Ti con zero – a cura di Paola Bonani, Francesca Rachele Oppedisano e Laura Perrone

La mostra raccoglie trenta artisti suddivisi in sette sezioni. Ciascuna delle opere scelte, insieme ai dialoghi che stabiliscono a distanza l’una con l’altra, generano prospettive particolari e uniche su alcune questioni che interessano sia la ricerca scientifica sia quella artistica. Il percorso propone due diversi sguardi: il primo si fonda sulla pratica della conoscenza razionale della realtà che ci circonda, mediata dal linguaggio e dalla tecnica; il secondo riguarda la conoscenza sensibile dei fenomeni. Le prime tre sale, intitolate Sistemi di segni, Sintesi e Comunicazione molecolare, riguardano processi di codificazione linguistica, di pratica da laboratorio e di ricerca sperimentale sugli elementi, che rinviano in maniera esplicita ai modi di procedere della matematica, della biologia e della chimica. Nella seconda parte della mostra, nelle tre sale intitolate Palude, Eclissi e Origine Seconda, le opere invitano a percorrere alcune realtà spaziotemporali con un più diretto coinvolgimento dei nostri corpi. Diversi territori e paesaggi, insieme alle loro configurazioni presenti e future, sono offerti alla nostra percezione nel tentativo di stimolare una reazione sensibile, da affiancare a quella razionale, su diverse forme possibili di «essere-nel-mondo».

 

3) Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro – a cura di INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Vincenzo Barone, Fernando Ferroni, Vincenzo Napolano, Antonella Varaschin

La categoria dell’incertezza permea la visione scientifica moderna, e in particolare proprio quelle scienze che solitamente sono chiamate “esatte”. Le informazioni sul mondo, infatti, sono frutto di osservazioni e misure che hanno sempre un margine di incertezza. Questo può essere valutato e ridotto, ma mai eliminato del tutto, perché trae origine da fluttuazioni casuali che accompagnano inevitabilmente i fenomeni naturali e le stesse procedure osservative. A partire dal Settecento, gli scienziati hanno scoperto come imbrigliare il caso attraverso la logica e la probabilità. Grazie allo sviluppo di metodi matematici e statistici che incorporano l’incertezza relativa ai singoli elementi di un insieme e la superano nella descrizione collettiva, la scienza ha acquisito la capacità di descrivere e prevedere il comportamento quantitativo di sistemi naturali e umani sempre più complessi. La rivoluzione quantistica, poi, ha mostrato come il caso si annidi anche al livello dei costituenti fondamentali del mondo fisico. Misurare l’incertezza. Quando, tra Otto e Novecento, è sorta la necessità di misurare il mondo in maniera sempre più accurata, l’incertezza ha fatto irruzione nelle scienze “esatte”, e ci si è posti il problema di valutarla e quantificarla. Nella sezione su La logica del caso si scopre come la prima fonte di incertezza nella conoscenza quantitativa del mondo sia rappresentata dalle fluttuazioni casuali che accompagnano inevitabilmente i fenomeni naturali. Nel corso dei secoli, si è capito, grazie alla teoria della probabilità, che queste fluttuazioni sono descritte da leggi matematiche e che il caso può essere domato. La fisica del Novecento ci ha insegnato che esistono, nelle profondità del reale, delle Incertezze fondamentali: a queste è dedicata la terza sezione della mostra. La rivoluzione quantistica ha spinto la descrizione probabilistica fino al livello dei costituenti elementari del mondo, mostrando come vi siano in natura margini ineliminabili di indeterminazione. Nella sezione Simulare e prevedere il visitatore scoprirà, grazie a installazioni interattive, sviluppate e realizzate con Limiteazero, come si simula un terremoto, come si modellizza la diffusione di un’epidemia e come si studiano i cambiamenti climatici su scala planetaria. Nell’ultima sezione della mostra, Futuri cosmici, una videoproiezione racconterà i possibili scenari futuri del nostro universo accompagnando il visitatore verso la conclusione del viaggio.

N.B. Gli ambienti delle tre mostre sono stati ideati dallo studio Formafantasma. Inseriti nel 2011 dal “New York Times” tra i designer più influenti per il decennio successivo, sono stati insigniti nel 2020 del Designer of the Year Dezeen Awards e nel 2021 del Wallpaper* Awards Designers of the Year. Formafantasma è uno studio di design basato sulla ricerca delle forze ecologiche, storiche, politiche e sociali che al giorno d’oggi modellano la disciplina del design.

Palazzo delle Esposizioni – via Nazionale 194, Roma. Sono previsti numerosi incontri – cinema, video, laboratori d’arte e conferenze legate alle varie tematiche. Sono previsti biglietti gratuiti e/o ridotti – tutte le informazioni sul sito: https://www.palazzoesposizioni.it – ORARI – Martedì, mercoledì, giovedì e domenica dalle 10.00 alle 20.00 – Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.00 – Lunedì chiuso

 

DIDASCALIE FOTO

1 – Guglielmo Marconi – mccool / Alamy Stock Photo

2 – Enrico Fermi – Pictorial Press Ltd / Alamy Stock Photo

3 – Galileo Galilei, Sidereus nuncius, 1610, manoscritto e disegni originali (Astronomia, manoscritto Galileiano 48). Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, su concessione del Ministero della Cultura

4 – 5- Veduta delle installazioni nella mostra. Photo M3S © 2021 Azienda Speciale Palaexpo photo M3S © 2021 Azienda Speciale Palaexpo


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