Impianto a biomasse, la Lega chiama in causa Gualtieri: “Fermi tutto”

Dopo il via libera della Regione, il caso arriva in Campidoglio. “Il sindaco intervenga come commissario per difendere la salute dei cittadini di Roma Est”

Un nuovo fronte caldo si apre a Roma Est. Il consigliere capitolino della Lega, Fabrizio Santori, chiama all’appello direttamente il sindaco Roberto Gualtieri e lo invita a usare i suoi poteri da commissario del Giubileo per fermare l’iter dell’impianto a biomasse che dovrebbe sorgere tra Colle Monfortani e Colle Prenestino, nel cuore del VI Municipio.

L’impianto, progettato dalla società Agricola Salone, ha già ricevuto il via libera dalla Regione Lazio, che ha concesso tutte le autorizzazioni necessarie per trattare fino a 75mila tonnellate di rifiuti l’anno su un’area di oltre 41mila metri quadrati.

L’impianto contestato e il via libera della Regione

Nel 2021 il progetto era stato bloccato perché ritenuto incompatibile con l’ambiente. Successivamente, dopo un ricorso al Tar, il privato aveva adeguato il piano alle prescrizioni dei giudici.

A giugno 2024 il nuovo colpo di scena: la Regione Lazio, allora come oggi guidata dal centrodestra, ha dato il via libera definitivo.

Da quel momento si sono riaccese le proteste dei cittadini dei quartieri limitrofi – da Salone a La Rustica, da Colle Prenestino a Castelverde – che hanno portato la battaglia anche al Consiglio di Stato.

L’affondo della Lega: “Sindaco escluso e territorio ignorato”

Nell’interrogazione, Santori sottolinea che le autorizzazioni Paur, Via, Aia e Aua sono arrivate dagli uffici regionali “senza coinvolgere formalmente il sindaco di Roma in qualità di commissario del Giubileo”, nonostante la legge gli attribuisca “poteri speciali di pianificazione e approvazione degli impianti strategici per la gestione dei rifiuti”.

Per il consigliere leghista, si tratta di “una grave omissione istituzionale e di un segnale di distanza dalle istanze del territorio”. Parole che aggiungono inevitabilmente una sfumatura politica a una vicenda in cui le competenze – e le responsabilità – si intrecciano tra Campidoglio e Pisana.

“Difendere salute e qualità della vita dei residenti”

Santori chiede al primo cittadino di attivare i poteri commissariali per “verificare, sospendere o riesaminare” il procedimento, almeno fino alla sentenza del giudice amministrativo.

L’obiettivo, spiega, ètutelare la salute e la qualità della vita dei cittadini dei quartieri limitrofi, che da anni subiscono decisioni calate dall’alto senza un reale coinvolgimento democratico”.

Una lunga battaglia ancora aperta

L’iniziativa di Santori è solo l’ultimo capitolo di una battaglia politica e territoriale che prosegue da mesi.

Dal giugno 2024 restano infatti ferme e mai calendarizzate anche due mozioni: una presentata in Assemblea capitolina dai consiglieri Linda Meleo, Daniele Diaco e Paolo Ferrara, e un’altra in Consiglio regionale dai consiglieri Adriano Zuccalà, Valerio Novelli e Alessandra Zeppieri.

Mentre i comitati di Roma Est continuano a mobilitarsi, la palla ora passa al Campidoglio.

Da Gualtieri i residenti si aspettano un segnale forte: un gesto, politico e simbolico, che dica se il futuro ambientale di quei quartieri è destinato a restare una promessa o a diventare finalmente una priorità.


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