In partenza per Vinitaly 2024

Le mie molte aspettative dopo 30 anni di partecipazione alla Fiera del vino più importante del mondo

Cari buongustai di “Abitare a Roma”, anche quest’anno sono riuscita a organizzarmi per andare a Verona per la più importante fiera del vino del mondo. A dire la verità sono molto attratta anche dal padiglione Sol&Agrifood, che si è aggiunta nel corso degli anni prima come degna cornice del nettare degli dei, ma poi come coprotagonista, dato il crescente interesse che il cibo italiano ha nel mondo. 

Quest’anno anziché con l’automobile ho deciso di andarci con il treno: è più economico, più rapido, meno inquinante e mi permetterà di degustare un maggiore numero di vini senza preoccuparmi della guida, ovviamente non oltrepassando quella soglia di alcool nocivo al mio fegato, che stando alle ultime analisi, è ancora in ottima forma.

Sono quasi 30 anni oramai che frequento Vinitaly: prima come semplice curiosa amante del vino, poi, da almeno 10 anni, come corrispondente del settore enogastronomia di Abitare a Roma.

Le aspettative alla partenza sono sempre tante e devo dire che raramente sono andate deluse, l’unica preoccupazione, semmai, non è all’interno della fiera, sempre molto ben organizzata, ma sono i collegamenti.

La curiosità di nuovi “incontri” con l’enogastronomia è uno stimolo, che mi ha fatto sempre superare ogni ostacolo e devo anche ammettere migliorare, sono intanto diventata nonna due volte, la cucina per tutta la famiglia. L’evoluzione di questo settore, che ha una notevole importanza nell’economia del nostro Paese, non ha confini sia per le tecniche innovative, che per un risveglio di orgoglio regionale (oserei dire locale) per i cibi e i vini tradizionali, rivisitati in chiave moderna.

L’anno scorso mi stupirono l’eccellenza e la diversità degli oli extra vergine d’oliva, che, come il vino, esprimono il carattere del territorio e sono quindi ben determinata ad andare dagli stessi olivicoltori per vedere se hanno mantenuto la stessa qualità.

Ma mangiare senza un buon bicchiere di vino non è nelle mie corde: cosa c’è di più buono di una bella “bollicina” dopo aver assaggiato cibi così raffinati? Infatti ho già preannunciato, sin dal primo giorno, una mia visita all’azienda agricola Frassinelli Gianluca per un bicchiere bello fresco di Prosecco, magari il millesimato extra dry Rive di Manzana.

Un’altra cosa che non ho mai fatto, per mancanza di tempo, ma che mi ripropongo di fare quest’anno, è di andare a degustare anche i vini stranieri, in particolare i vini australiani. 

Anna Onori

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