Incendio al Camping River

A prendere fuoco i rifiuti della discarica abusiva. Consiglio straordinario nel XV Municipio Cassia per discutere del campo rom
Visia Zito - 20 Febbraio 2018

Un vasto incendio è scoppiato il 20 febbraio al Camping River, l’ex villaggio della solidarietà situato in via Tiberina. Dalle 9:00 tutta l’area di via Flaminia e di via Tenuta Piccirilli è stata avvolta da una densa coltre di fumo. A prendere fuoco i rifiuti della discarica abusiva sorta nel corso degli anni in un terreno abbandonato situato davanti l’ingresso della baraccopoli di Roma Nord (Cimitero Prima Porta).
Le fiamme sono state accompagnate dall’esplosione di alcune bombole a gas abbandonate nella discarica.

Dopo le segnalazioni ricevute sono accorsi sul luogo gli agenti del Gruppo GSSU della Polizia Locale di Roma Capitale, in presidio fisso nell’area del Camping, i vigili urbani del XV Gruppo Cassia e tre squadre di vigili del fuoco.

I residenti di alcune abitazioni della zona sono stati fatti evacuare a scopo precauzionale.

L’area era già al centro di numerose polemiche. Proprio ieri un 36enne bosniaco era stato fermato da un’auto della polizia mentre stava per scaricare un carico di rifiuti ferrosi dove oggi è divampato l’incendio.

“La situazione è paradossale – denuncia il Comitato di Quartiere Via Tiberina, come riportato da RomaToday (http://www.romatoday.it/cronaca/incendio-discarica-camping-river-tenuta-piccirilli.html) – Su quel terreno vengono sversati rifiuti e materiali di dubbia provenienza a cui dopo viene dato fuoco. Tutto accade davanti al presidio della polizia locale, evidentemente insufficiente e per nulla preso in considerazione dagli occupanti del campo. È una strada dove ormai tutto è ammesso, non più una terra di nessuno ma una terra ‘loro’ (dei rom ndr)“.

Il consiglio straordinario sul campo nomadi Camping River

Durante l’incendio si è svolto un consiglio straordinario nel XV Municipio Cassia per discutere del problema del campo rom, che risulta essere chiuso in via ufficiale ma che in realtà ospita circa 400 persone, di cui 187 minorenni.
Tale consiglio straordinario era stato richiesto da sei consiglieri: 4 consiglieri PD Chirizzi, Ribera, Rollo e Torquati e da Petruzzi (M5S) e Mocci (FI).

Arianna Grandinetti (candidata al parlamento di Casapound) ha dichiarato: “Stamattina sono stata presente alla seduta del Consiglio e mentre dal Campo River si alzavano i fumi dell’ennesimo rogo tossico, i cinque delegati del sindaco presenti in Aula non hanno portato alcun contributo concreto, avvisando anzi che allo sgombero non si procederà prima del 31 dicembre 2018.

Molto deluso l’ex presidente del Municipio ed ora consigliere di opposizione Daniele Torquati che seccato ha dichiarato: “Una scena patetica al limite del vergognoso. Tre ore di discussione dopo mesi di silenzio e di nulla.
Abbiamo chiesto il Consiglio Straordinario, presentato un testo che chiedeva il definitivo superamento del campo – dopo il mancato rispetto dell’impegno comunicato dal M5S per il 30 Settembre scorso -, e, prima ancora, il coinvolgimento del Prefetto e un presidio h24 delle Forze dell’ordine e tutela dei nuclei fragili.
Anche in questo caso, nell’interesse dei cittadini abbiamo impostato la discussione senza polemica e nel merito.
Avevano una occasione. Quella di riscattarsi dopo le bugie della perenne campagna elettorale che vivono.
Non l’hanno colta: si sono astenuti e quindi il documento è stato bocciato. Molti di Voi mi dicono di aiutarli, ma sono passati due anni e non si possono aiutare persone che non hanno rispetto dei cittadini, del lavoro, della correttezza e della Politica.
Bugie, proclami, promesse e il nulla.
Sono il Nulla.”

Visia Zito


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