

Ogni venerdì alle 19.00 al Centro Culturale “Lepetit” in via Roberto Lepetit 86
All’inizio ci fu la gioia di sentir parlare del Cristo, atteso da secoli dal popolo ebraico e riconosciuto ora nel carpentiere di Nazareth dal nome Gesù.
All’inizio, dopo la morte infamante del carpentiere, ci furono incontri di piccoli gruppi nelle case di chi aveva la sala più grande, per ascoltare chi gli era stato vicino e condividere il pane ed il vino all’alba di un giorno feriale nel quale, dicevano, Gesù era risorto. Ci fu l’entusiasmo e il passaparola, e vennero anche difficoltà, incomprensioni e qualche breve persecuzione. Le antiche scritture che parlavano del futuro Messia sembravano descrivere proprio Gesù e segni straordinari succedevano con i suoi primi seguaci.
Le “chiese domestiche” divennero luoghi fissi d’incontro, il piccolo gruppo divenne una grande assemblea con ruoli assegnati e i racconti si trasformarono in una “conversazione” che, prendendo la parola dal greco, noi oggi chiamiamo “omelia”.
Sorsero tante domande e fu inevitabile che nascessero dubbi nel costante confronto con il mondo pagano, con le antiche scritture e con la situazione concreta che ciascuno viveva. L’apostolo raccontava, illustrava e spiegava e, quand’era assente, scriveva, così che non ci fossero ritorni alla vita di prima.
Così nacque la Chiesa. E la Chiesa scrisse e raccolse ciò che noi oggi chiamiamo «Nuovo Testamento», perché dove i testimoni non arrivavano, arrivasse il racconto di ciò che avevano visto. Le lettere furono la prima sacra scrittura: dobbiamo ai dubbi, e anche ai peccati, di questi primi cristiani le fondamenta di ciò che ancora crediamo, se vi crediamo. E chi non ci crede, ma vive in Europa, che se ne accorga o no poco importa saperlo, è pur sempre impregnato dei sentimenti e le idee che questi scritti trasmettono.
Passano più di dieci anni di predicazione dalla morte di Cristo prima che Paolo risponda da Atene alle domande di coloro che ha appena lasciato a Salonicco: è il primo scritto cristiano, è la Sacra Scrittura della Chiesa che prende forma nel ventre d’Europa. Per dieci anni esiste solo la Chiesa e ciò che essa trasmette. Poi la Chiesa cresce e gli apostoli arrancano nella loro missione.
La prima lettera “enciclica” (ovvero, da far circolare tra tutte le Chiese) segue a ruota da parte di Giacomo, «fratello» di Gesù e responsabile della Chiesa di Gerusalemme: è a questa lettera che dobbiamo la «perfetta letizia» a cui esortava Francesco d’Assisi. Le lettere aumentano, e bastano pochi anni per leggere quel capolavoro di passione e dottrina che è la prima lettera ai Corinzi di Paolo.
È uno scritto che ha infiammato d’amore il cuore dei santi, ha dato speranza nella risurrezione dai morti e ha per primo descritto la Messa cattolica. Di seguito un altro capolavoro per bellezza e profondità di pensiero, la prima lettera attribuita a Pietro, così densa e perfetta, ci stupisce per la sua attualità, molto più delle altre. A chiudere il tempo della rivelazione di Cristo rimane il discepolo amato, il prediletto fanciullo Giovanni che, nella sua avanzata vecchiaia, riassume in una breve lettera tutto il vangelo come lui lo ha compreso e santamente vissuto. È questo l’itinerario più breve che possiamo percorrere per conoscere vita e dottrina dei primi cristiani.
Se vogliamo comprendere la fede che più ha inciso nella storia d’Europa, è da qui che dobbiamo partire, dalla Chiesa nascente dei primi scrittori. La Lettera di Giacomo, la Prima Lettera ai Corinzi, la Prima Lettera di Pietro e la Prima Lettera di Giovanni le leggeremo e commenteremo insieme, se lo vorrete, ogni venerdì alle 19.00 al Centro Culturale “Lepetit” (via R. Lepetit 86 – Tor Tre Teste).
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