

Ospiterà attività espositive, formative e laboratori. È il primo passo verso la realizzazione della Città delle Arti
1 – Teatro Studio e Foyer. 2 – Le antiche cisterne ora adibite a spazio espositivo. 3 – Umberto Croppi di fronte alla galleria delle vasche. 4 – Il logo.
Con un ciclo di convegni è stata inaugurata, il 18 febbraio 2010, la Pelanda, il nuovo centro di produzione culturale nato da un’idea di Zoneattive e realizzato all’interno del Mattatoio di Testaccio dall’Ufficio Città Storica del Comune di Roma.
“Questo luogo diventerà uno dei cuori pulsanti della promozione delle arti contemporanee a Roma – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Culturali Umberto Croppi, – non solo come luogo espositivo legato al complesso degli spazi affidati al Macro, Museo di Arte Contemporanea di Roma, ma anche come un luogo di ricerca, di laboratorio, di creazione, di promozione dei giovani talenti, nelle arti sia figurative che performative”.
I primi eventi prenderanno il via a partire dal 3 marzo con la mostra “Digital future”, curata da Romaeuropa che accoglierà installazioni e video di grandi artisti internazionali, mentre a maggio i nuovi spazi del Mattatoio ospiteranno la terza edizione della fiera “Roma – The Road to Contemporary Art”.
“La pelanda vuole essere un luogo di opportunità aperto a tutti – ha sottolineato Emiliano Paoletti di Zoneattive – per questo è stata concepita come uno spazio senza barriere”, un sistema aperto dotato di strutture modulari interamente attraversabili, formato da pareti a vista realizzate con grandi superfici vetrate che mettono in risalto i reperti di archeologia industriale risalenti a fine ottocento che si è cercato in ogni modo di preservare.
La struttura di 5.000 mq ospita due sale teatrali pavimentate con assi di pioppo, una sala studio-laboratorio, una sala regia, una sala registrazione, sale espositive, aule per la formazione, un appartamento per ospitare artisti ed operatori, una zona ristoro-cucina, servizi igienici e camerini ad uso di artisti e operatori. Gli ambienti sono tutti climatizzati e dotati di un’impiantistica all’avanguardia nascosta sotto il piano di calpestio.
Lo spazio è stato oggetto di un accurato lavoro di riqualificazione e ristrutturazione incentrato sulla volontà di mantenimento della specificità storica del luogo, a partire dal nome. La pelanda dei suini, era il nome originario del luogo in cui venivano trattati gli animali ed in cui erano posizionate le cisterne, caldaie, carbonaie e ciminiere che alimentavano l’intero mattatoio in termini di energia ed acqua.
“Il progetto risale al 2001, l’inizio lavori al 2007, la struttura è stata completata, in tre anni. Tempi decisamente brevi rispetto agli standard italiani”, ha sottolineato l’Assessore Umberto Croppi ammirando l’accurato intervento di restauro conservativo che ha messo in risalto le antiche cisterne in ferro e ghisa, la centrale termica e la scenografica galleria delle vasche.
“Si tratta del primo grande intervento di un progetto di riqualificazione che coinvolge l’intero complesso del Mattatoio – ha dichiarato l’Architetto Luigi Caruso dell’Ufficio Città Storica – la piazza del Campo Boario verrà restituita alla città e permetterà di creare una connessione tra Testaccio ed il quartiere Portuense”.
Il progetto di recupero del mattatoio prevede, in un primo tempo, la trasformazione del Campo Boario in un parco cittadino dedicato alle attività per il tempo libero e, successivamente, la ristrutturazione di tre padiglioni in cui saranno collocati un mediastore, una palestra ed un ristorante. Il mattatoio diventerà così, in un futuro si spera non troppo lontano, una vera e propria città delle arti, all’interno della quale saranno ospitati il Macro, la Pelanda, l’Università di Roma3, l’Accademia di Belle Arti, l’Altro Mercato, la Scuola di Musica di Testaccio, il Villaggio Globale, Il teatro dei Cocci, il Centro culturale Ararat.
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