Categorie: Ambiente
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Cos’è e che fine farà il parco della Mistica?

Un interrogativo al quale devono rispondere il Comune e il VII municipio

La denominazione parco della Mistica (forse deriva da “misticanza” insalata tipica della campagna romana) è conosciuto a molti, ma solo in pochi ne sanno qualcosa di più del nome.

“Si tratta – la citazione è ripresa dal documento della conferenza programmatica del PD del 29-30 gennaio 2010 – di circa 80 ettari consegnati al Comune di Roma in base ad un accordo di programma. Accordo di Programma Mistica, scaturito da una sentenza del Consiglio di Stato che ha reso edificabili le aree di Mistica; il Comune ha approvato un Accordo di programma già in corso, che comprende edifici commerciali ai bordi della zona industriale di via dell’Omo e in cambio la cessione di aree e casali del Parco di Mistica e la realizzazione di un tronco stradale della nuova Prenestina dal GRA a viale Longoni”.

“Il Parco della Mistica – citiamo ancora dal documento del PD – , acquisito con l’Accordo di programma “Piano di assetto Casetta Mistici” è stato consegnato al Comune nel 2008. Sulla base di un progetto elaborato insieme al Municipio per il Centro polifunzionale della Mistica dal titolo ”Campus produttivo della solidarietà e legalità” l’Assessorato al patrimonio della Giunta Veltroni con Ordinanza Sindacale n° 15 dell’11 febbraio 2008 assegnava alla neo – costituita “Fondazione Mistica”, una parte della tenuta per circa 43 ettari, ivi compresi i casali.
Rimanevano non assegnati 35 ettari. (…) Il Consiglio del Municipio ha espresso anche l’indicazione per un’applicazione dell’agricoltura biodinamica sulle aree coltivabili del nostro territorio come gli spazi agricoli di Mistica. A novembre 2008 la Giunta comunale di Centro-destra consegna formalmente l’area alla Fondazione Mistica nella persona del presidente Sig. De Crescenzo. Il progetto era stato elaborato con il Municipio, ma oggi le realtà territoriali non sono presenti in nessuna fase della gestione degli spazi, mentre vanno costruiti momenti di confronto con le proposte avanzate dal territorio. Le problematiche relative agli svincoli sul GRA della Prenestina/bis, sollevati dall’Anas comportano altre necessita finanziarie, che oggi il Comune non ha la possibilità di affrontare; pertanto si potrebbe arrivare alla riconsegna al vecchio proprietario, con il favore del Sindaco, della restante superficie di circa 35 ettari”.

Circa 33 ettari (o 43, secondo il PD) sono stati consegnati dal Comune alla Fondazione Parco della Mistica in base ad un progetto elaborato nel 2008 insieme al Municipio VII che però oggi non partecipa più alle decisioni.

I restanti ettari (l’entità dei quali sarebbe auspicabile conoscere; c’è chi sostiene 35, chi 26) non sono stati assegnati, ma il Comune pare intenzionato a riassegnarli al costruttore Federici per pagare il completamento di opere pubbliche sul Gra.

E’ mai possibile che non si conosca né l’entità della restante parte del parco e soprattutto le reali definitive sistemazioni a verde pubblico?

Nel frattempo ai margini del parco le mire dei privati sono più che chiare, da un lato il devastante centro commerciale Larry Smith (Mistica: il parco non c’è. Però fiorisce un nuovo Centro Commerciale. Si chiamerà La Mistica, con 52 negozi e 2 mila posti auto il tutto su tre livelli e su un’area di 40.400 mq -articolo di Enzo Luciani – 02/11/2009) e, contigua, ad esso un’area di proprietà di Federici (trattandosi di un costruttore possiamo facilmente immaginare cosa possa bollire in pentola).

A ciò si aggiunga la rivendicazione compensatoria dello stesso Federici, ai danni del parco residuo, in cambio della rotonda (da realizzare sul GRA, e senza la quale la Prenestina bis, resterebbe bloccata sulla rotonda di via Longoni. Su tutta questa materia sarebbe quanto mai utile avere rassicurazioni dal Campidoglio.

Torniamo ora agli ettari assegnati alla Fondazione Parco della Mistica. Apprendiamo dal suo sito (www.fondazioneparcodellamistica.it) dagli ideatori della stessa (Associazione nazionale italiana cantanti, Fondazione Capitano Ultimo, il Consorzio Sociale Tiresia e la cooperativa sociale Maia al cui fianco stanno collaborando l’ACGI Lazio – Associazione Generale Cooperative Italiane Solidarietà, il Comune di Roma, la Provincia di Roma e la Regione Lazio) che la fondazione “è nata per realizzare il Campo Produttivo della Legalità e Solidarietà, un vero e proprio centro di produzione e promozione culturale e al tempo stesso uno strumento di riqualificazione, recupero e valorizzazione ambientale dell’area denominata ‘Tenuta della Mistica’, 27 ettari a ridosso del GRA in un’area di alto profilo paesaggistico ed agricolo.
La riqualificazione passerà attraverso un progetto globale che sviluppa e potenzia l’educazione alla legalità e solidarietà favorendo quindi il rispetto inteso in tutte le sue molteplici manifestazioni, rispetto delle regole, delle individualità, della dignità, delle diversità, con particolare attenzione alle categorie più deboli e svantaggiate.
Da un punto di vista infrastrutturale, la ristrutturazione degli edifici e dei casali avverrà in modo ecosostenibile e non invasivo, con i più avanzati dettami e materiali per il risparmio energetico e rispetto ambientale in modo tale da valorizzare al massimo il paesaggio. Tutte le strutture saranno prive di barriere architettoniche proprio in virtù dei principi ispiratori del Campus”.

Queste le opere e le destinazioni previste nel Campus Produttivo della Legalità e Solidarietà (i testi sono tratti dal sito citato).

Casa Famiglia “Fondazione Capitano Ultimo”, una struttura a ciclo residenziale che si propone di accogliere minori orfani e/ o per i quali la permanenza nel proprio nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile in quanto considerata pregiudizievole per la loro crescita e realizzazione. La Casa Famiglia sarà inoltre disponibile anche all’accoglienza diurna di minori, segnalata dai Servizi Sociali, come azione preventiva. Grazie ai fondi raccolti con le ultime edizioni de “La partita del cuore” la Casa Famiglia da febbraio 2011 ha iniziato l’attività di accoglienza.
Teatro Sociale della Legalità e della Solidarietà sarà una struttura polifunzionale, uno spazio da adibire non solo a Teatro Sociale, ma anche all’organizzazione di conferenze, eventi, concerti, congressi, seminari, tavole rotonde ecc. con un capienza di modulare per un massimo di 700 persone. Oltre all’aspetto ludico-ricreativo le finalità sono di sostegno, cura e reinserimento di persone in condizione di disagio sociale, fisico e psicologico per la produzione e realizzazione di spettacoli teatrali aperti al pubblico per la promozione della legalità e solidarietà quale strumento di crescita e responsabilità sociale.
I laboratori: la formazione e l’inserimento professionale mirano a promuovere l’inclusione e il reinserimento sociale– lavorativo con particolare attenzione a soggetti in situazione di particolare disagio sociale, realizzando specifici percorsi di formazione che facilitino l’integrazione e la valorizzazione degli individui più deboli e consentano loro di mettere in evidenza eventuali talenti e capacità personali ed accedere ad ulteriori opportunità di formazione ed inserimento professionale.
A questo proposito verranno realizzati ed attrezzati laboratori di mestieri (pellame, falegnameria, veleria, ceramica, tessile), di comunicazione ed informazione, di lingue e tradizioni, di arti visive e performative, di legalità ed educazione alla Pace.
Casa delle Associazioni per sottolineare il radicamento territoriale del Campus, verranno riservati degli spazi destinati ad ospitare le sedi di alcune realtà associative locali che potranno in questo modo progettare e realizzare iniziative socio-culturali, anche in collaborazione con la Fondazione, finalizzate a creare momenti di aggregazione e scambio con particolare riguarda alla disabilità.
Albergo, Ristorante e Campeggio Sociale per far fronte alla domanda di fruizione del Campus da parte di singoli e di gruppi organizzati verranno realizzati un camping, un albergo ed un ristorante secondo i principi del turismo sociale. Con questo intervento si intende rendere produttiva l’area e promuovere un turismo sociale ed integrato che favorisca la socialità delle persone, il loro stare assieme, un turismo che è un diritto di tutti e deve essere reso accessibile a tutti. Il turismo sociale rappresenta un’occasione unica di privilegiare i servizi alla persona, il rispetto dell’ambiente e delle diversità culturali delle comunità di accoglienza, di valorizzare il patrimonio del territorio, di incentivare la crescita economica e occupazionale.
Area sportiva – il Campus avrà al suo interno anche un’area sportiva con la realizzazione di un campo da calcio, due playground per il basket e una pista ciclabile perimetrale all’area. Scopo degli impianti sportivi, è quello di fornire un luogo dove svolgere della sana attività fisica, esercitando la pratica sportiva, amatoriale ed agonistica, organizzando momenti di formazione sportiva per i beneficiari della struttura, per gli abitanti e le associazioni dei quartieri limitrofi, creando anche eventi di socializzazione e superamento delle barriere etniche, linguistiche e culturali grazie ai valori dello sport, in primis il fair play e il rispetto delle regole, del compagno-avversario e del gruppo. Obiettivo de “La Partita del Cuore 2011”.
Area e Azienda Agricola si prefigge lo scopo di promuovere un modello di agricoltura alternativo a quello tradizionale, capace di far fronte alla produzione non soltanto di beni prettamente materiali -agricoli ed alimentari rigorosamente biologici – ma anche di servizi rivolti al territorio ed alla collettività secondo un approccio multifunzionale (capacità di generare beni derivanti dalle coltivazioni vegetali, forestali e dagli allevamenti animali con servizi quali la cura e salvaguardia dell’ambiente, l’ospitalità e il ristoro) e sociale (capacità di offrire servizi nella comunità territoriale in cui si opera e di generare benefici e ben-essere nei confronti di tutti gli utenti). Sono state predisposte le prime due serre che ospiteranno in primavera i corsi di agricoltura biologica ed educazione ambientale.

Per concludere, alcune considerazioni sul progetto della Fondazione e non solo.
L’area agricola, rispetto agli ettari complessivi è quella che la fa da padrona: più della metà dei 33 ettari e per ben 23.640 metri quadrati è coperta da serre che risulteranno assai impattanti. Ma più ancora non sono ben delineati gli spazi destinati alla fruizione gratuita dei cittadini e non sono previsti ingressi di accesso nel parco dal lato prospiciente a Tor Tre Teste, dal quale quartiere, anche in attuazione di un progetto del VII municipio relativo al Sentiero della Pace, si potrebbe creare un raccordo con il parco di Tor Tre Teste, seguendo la direttrice dell’Acquedotto Alessandrino.

Non va dimenticato che il parco era stato concepito come parco archeologico, e quindi la realizzazione di una passeggiata lungo i resti dell’Acquedotto in prosecuzione di quella già esistente nel parco Alessandrino-Tor Tre Teste sarebbe doverosamente auspicabile.

Allo stato di veramente “archeologico”, per inveterata antica consuetudine, si rischia di avere solo la continuità storica tra gli antichi aediles e i moderni devastanti palazzinari, incontrastati dominatori entrambi, ab antiquo e fino ad oggi delle sorti della Capitale.

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