Categorie: Sanità
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Informasalute, lo Sportello interculturale

Realizzato da Caritas Roma e Asl Roma A presso l'ambulatorio

 E’ stato inaugurato il 3 ottobre 2008, presso il Poliambulatorio della Asl Rm A, lo Sportello interculturale “Informasalute” promosso dalla Caritas diocesana di Roma e dalla Asl Rm A. Si tratta di un centro per promuovere l’accessibilità e la fruibilità del diritto all’assistenza sanitaria delle diverse comunità etniche presenti nel I distretto sanitario (zona Esquilino e Stazione Termini) e prevenire le conseguenze sanitarie dovute a “macro traumi sociali” quali discriminazione e isolamento. Il progetto si propone di raggiungere le comunità etniche, le associazioni di migranti e la cittadinanza attiva del quartiere con particolare attenzione alla comunità cinese, la più numerosa nella zona e maggiormente esposta per le difficoltà di comprensione linguistica.

Il progetto nasce da una metodologia attiva, partecipata e itinerante con la collaborazione di volontari delle comunità etniche romane coordinati dall’Ufficio Migrantes diocesano. Un percorso durato più di un anno in cui sono stati formati i volontari sulle normative sanitarie per le acquisizioni di competenze e si sono preparati alcuni protocolli che gli operatori dello Sportello dovranno seguire per comunicare con i colleghi e il personale della Asl Rm A. Nei prossimi mesi si attiveranno inoltre microprogetti per il sostegno della famiglia straniera, per la prevenzione delle malattie infettive e per la realizzazione di strumenti di facilitazione comunicativa.

“Un progetto innovativo – ha commentato il direttore della Caritas romana, monsignor Guerino Di Tora – che vede la collaborazione attiva tra le istituzioni sanitarie, il volontariato e le comunità straniere per promuovere la salute come diritto per tutti, anche attraverso spazi inediti di partecipazione e corresponsabilità. Un percorso più difficoltoso dell’assistenza diretta ma qualificante perché si basa sulla condivisione di esperienze, professionalità e culture per promuovere i diritti delle persone più fragili”.

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