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Inopportuna e da condannare la partecipazione della regione Lazio alle commemorazioni di Acca Larentia

Lo dichiarano in un comunicato Speranzablog.it, Progetto Glicine 118, Collettivo Attiva Darwin, Collettivo Autorganizzato Gullace Talotta

Ieri 7 gennaio 2025, nel ricordare le giovani vite di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni, e gli eventi tragici di Acca Larentia, vogliamo esprimere un profondo rispetto per il dolore di quelle famiglie e di una generazione segnata dalla violenza politica.

Indipendentemente dall’appartenenza di destra o di sinistra, per noi è fondamentale ricordare il passato per comprenderne le lezioni e promuovere una società più giusta e coesa.

In queste ore le parole del governatore del Lazio Rocca hanno inasprito il clima già abbastanza teso nelle vie del Tuscolano, asserendo che la rimozione della targa in ricordo delle vittime avvenuta il 30 dicembre scorso fosse una provocazione inutile. Non si è mai trattato di un problema di toponomastica, ma quella firma dei camerati a suscitare indignazione.

Pur doverosa la ricerca di un nuovo dialogo riteniamo la partecipazione degli assessori capitolini o esponenti di sinistra inopportuna. Non per la cerimonia mattutina in sé, ma per la marcia e adunata serale successiva.

Mascherati da atti commemorativi, rischiano di rappresentare un’occasione per la glorificazione di ideologie violente e autoritarie che appartengono a un passato oscuro della nostra storia. In nessun modo può essere legittimata poiché contraria alla dodicesima disposizione transitoria della nostra Carta costituzionale.

La condanniamo aspramente, Roma è città multiculturale, libera, antifascista nei valori e nel suo passato.

Il ripetersi di atteggiamenti come il saluto romano durante cerimonie pubbliche, le marce, adunate, simboli e scritte sulle pareti del quartiere Tuscolano rappresentano un’offesa ai valori democratici e costituzionali su cui si fonda la nostra Repubblica.

Simboli e gestualità che richiamano ideologie antidemocratiche e sovversive non possono trovare spazio in una società che aspira alla convivenza civile e al rispetto reciproco.

Invitiamo tutti, figli di quella stagione, cittadini, associazioni e istituzioni che hanno il dovere di vigilare a promuovere iniziative che trasformino il ricordo in un’opportunità per costruire un futuro fondato sull’inclu- sione, sul rispetto reciproco, sul rifiuto di strumentalizzazione o momenti di provocazione, sulla condanna di ogni forma di violenza, fisica o ideologica.

Il nostro Paese ha bisogno di unità e di valori condivisi, che mettano al centro la dignità di ogni essere umano e la difesa dei principi costituzionali. Solo così possiamo rendere omaggio a chi ha perso la vita, lavorando insieme per una società in cui simili tragedie non abbiano mai più luogo.

Ricordare significa anche impegnarsi a costruire un futuro libero dall’intolleranza, rispettoso della pluralità delle idee e fondato sui valori della Costituzione.

È un nostro dovere collettivo. Solo così possiamo rendere davvero giustizia alle vittime e onorarne la memoria. Che il ricordo sia monito e speranza, mai divisione o apologia del passato.

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