Intitolato all’antifascista Angelo Galafati lo spazio verde della scuola “Enrico Toti”

Martedì 24 marzo, alle ore 16, in via del Pigneto la cerimonia in memoria della sua uccisione alle Fosse Ardeatine

Martedì 24 marzo, alle ore 16, lo spazio verde davanti la scuola “Enrico Toti” al Pigneto – restituito ai cittadini dopo 8 anni a causa dei lavori della Metro C – in occasione del 71° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine verrà intitolato ad Angelo Galafati, un antifascista del Pigneto, tra i 335 civili uccisi dai nazisti il 24 marzo del 1944.

L’omaggio all’antifascista è stato proposto nel 2008 dall’associazione S.N.I.A. La richiesta ufficiale è stata presentata dalla sezione A.N.P.I. Pigneto Torpignattara all’Ufficio Toponomastica nel 2013 con il sostegno dell’attuale V municipio nell’ambito dei progetti sul recupero della memoria storica del quartiere. A portare avanti l’iniziativa anche le scuole del territorio, che  hanno già portato a intitolare a Persiani e Nuccitelli il giardino in via Mariano Da Sarno, e poi una sala ad Antonio Atzori nella biblioteca comunale.

galafati manifestoChi era Angelo Galafati? Nasce nel 1897 nel viterbese e combatte durante la prima guerra mondiale, ottenendo la medaglia d’argento al valor militare. Nel 1923 si trasferisce a via Fortebraccio con la famiglia. Perde il lavoro per motivi politici e si adatta a lavorare come “pontarolo”, costruisce cioè i ponteggi in legno per l’edilizia. Dopo la destituzione di Mussolini del 25 luglio 1943, Angelo aderisce all’organizzazione partigiana del Movimento comunista d’Italia, detto anche Bandiera Rossa.

Durante l’occupazione nazista ha il compito di nascondere i militari disertori e i soldati alleati che, dopo l’8 settembre 1943, evadono dai campi di prigionia e cercano di passare le linee nemiche verso sud per raggiungere le forze alleate. Fra gli abitanti del Pigneto si crea una fitta rete di solidarietà e diverse famiglie accettano di nascondere i soldati, rischiando la vita.

Il 13 marzo del 1944, a causa di una delazione, i nazifascisti organizzano una retata a via Fortebraccio. Arrestano Angelo e alcuni soldati stranieri ospitati nelle case del quartiere. Cercano anche una donna partigiana, Maria Baccante, che però sfugge all’arresto. Portato a Regina Coeli, Angelo è prelevato insieme ad altri il 24 marzo, per essere ucciso alle Fosse Ardeatine.

Dopo il massacro la cava viene fatta esplodere. Per lunghi mesi la famiglia di Angelo ignora la sua morte, pensa che sia stato deportato in Germania e vive nell’attesa del suo ritorno. (da “La storia nelle strade – Pigneto ‘44 Ribelli!”)

“La storia di Angelo Galafati e della rete di sostegno e di militanza – afferma in una nota il CdQ Pigneto – messa in piedi dal suo gruppo per la lotta antifascista, ci parlano di coraggio, di impegno, di solidarietà e rappresentano per noi un punto di riferimento irrinunciabile, per proseguire con entusiasmo nelle tante piccole e grandi lotte per conquistare nuovi spazi per la cultura e la socialità, e per difendere e migliorare la nostra qualità della vita”.

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