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La Compagnia de Roma da voce alla città e anima il Prenestino

Grande successo dello spettacolo “Te lo do io Pasquino” al Teatro San Luca

Un week end di arte, socialità e risveglio dei valori cittadini quello che la compagnia teatrale amatoriale, “La Compagnia de Roma”, il 18 e il 19 febbraio 2017, ha regalato al quartiere in cui è nata dieci anni fa, il Prenestino. Anniversario che ha voluto dedicare ad uno spettacolo che richiama fortemente la romanità e che, attualizzato, parla al cuore e alla coscienza di ogni abitante.

“Te lo do io Pasquino” è un’opera che si svolge tutta in una piazza, Piazza Pasquino, sulla quale domina lei, la statua di Pasquino, la “voce de Roma”. Lei che una volta l’anno, da secoli, si sveglia e narra quello che al suo cospetto è avvenuto, vicende del quotidiano della gente che gli vive attorno, lotte sociali, problemi che attanagliano il periodo storico, facendo una morale scanzonata, che non infastidisce, ma fa riflettere.

Nella pièce rivisitata e messa in scena dalla Compagnia de Roma, si percorrono tutti i temi vicini alla nostra vita e alla società in cui troppo spesso annaspiamo, presi dagli eventi più che dal capire davvero dove stiamo andando.

Dalla crisi del lavoro a quella di coscienza dei giovani che si dividono tra l’ inseguire i propri sogni e il dovere di inserirsi nel mercato, impersonate da Nando che ha problemi economici col bar sulla piazza e da Cristian, giovane artista di strada con poca voglia (o poche speranze?) di lavorare, nel cui corpo Pasquino sceglierà di albergare, rendendolo protagonista di gesta coraggiose e di una rinascita sociale; dalla corruzione, il cui volto è quello del Dott. Ganci, affarista senza scrupoli che nonostante le lezioni dell’esistenza non perde il vizio, alla prostituzione che riesce ad essere sconfitta dall’amore e dal coraggio, rappresentata dal personaggio di Galina, ingegnere nel suo Paese e attratta con l’inganno sulla strada; dalla fatica di sbarcare il lunario mantenendo sempre l’ironia, che trova la propria galvanizzazione nella Portiera, irriverente e sorridente raccordo tra i guai dei personaggi, alla paura, infine, di perdere ciò che si ha e non si sa se affidarsi più a Dio o alle proprie risorse, sentimenti che si agitano in Suor Casta e l’aiutante Laura, disperate per l’imminente perdita del convento a causa di traffici architettati dal Dott. Ganci.

Pasquino osserva e nella sua saggezza restituisce le fila alle esistenze, facendo pensare che solo ritrovando dentro di sé i valori di solidarietà, amore, senso civico e rispetto non solo per l’altro ma anche per la città, possiamo fare progressi.

In un momento in cui le difficoltà sociali non sono vissute solo nell’intimo, ma diventano generali e oggettive e salgono ai tristi onori di cronaca quasi ogni giorno, tredici attori non professionisti, con la passione per l’arte ma anche grande spirito di comunità, hanno richiamato l’attenzione su questo essere uniti per cambiare anche solo una piccola parte del nostro vivere quotidiano.

Paolo Vona, Patrizio Pulcini, Cristian Colucci, Paola Mazzulla, Denise D’Angelo, Ofelia del Duca, Graziana Marino, Luciano Tripodi, Simone Trimarchi, Daniele Savino, Caterina Cocchi, Antonella Zuffranieri, Marco Pellegrini, con la partecipazione del coro “Sacro Cuore and Friends” hanno riempito per le due date consecutive il Teatro San Luca e creato un’opportunità per il nostro territorio, che passa anche attraverso la partecipazione ad eventi di divertimento e riscoperta della cultura, creando conoscenza, contatti e vicinanza.

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