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La discarica di Malagrotta chiude i battenti

Zingaretti: "L'amministrazione non è sfuggita alle proprie responsabilità". Rifiuti al Nord ed in Spagna

E’ ufficiale: da ieri 1 ottobre, giorno del Lucchetto day, la discarica di Malagrotta ha chiuso i battenti. A festeggiare l’evento storico il Sindaco di Roma Ignazio Marino ed il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che oggi, in una conferenza stampa, hanno sottolineato l’importanza di questo evento.

”Sono davvero molto felice – ha detto Marino -. Durante la campagna elettorale avevamo preso impegni precisi su la chiusura di Malagrotta e così e’ stato. Durante questi mesi c’e’ stato molto lavoro tecnico e politico”.

A confermare il lavoro di collaborazione tra le amministrazioni è anche il governatore del Lazio. “Se siamo riusciti ad ottenere questo risultato – ha detto –  è solo perchè l’amministrazione non è sfuggita alle proprie responsabilità. La chiusura di Malagrotta corrisponde ad una discontinuità della gestione del ciclo dei rifiuti che smettono di essere una difficoltà ma devono diventare una risorsa”.

Alcuni regioni del Nord, come l’Emilia Romagna ed il Piemonte, si sono dette disponibile ad accogliere parte dei rifiuti dell’ex discarica romana. Ma anche la Spagna ha risposto all’appello. Una nave in direzione Spagna, isole Baleari, dovrebbe partire proprio oggi da Civitavecchia con 3000 tonnellate di cdr (combustibile da rifiuto).

Intanto sul dopo-Malagrotta, nonostante l’ok di Zingaretti sul sito di Falcognana, non c’è ancora nulla di certo. Di sicuro il Presidio contro la realizzazione della discarica non renderà la vita facile a chi appoggia la scelta del sito.

Anche il Sindaco di Bracciano Giuliano Sala tira fuori Bracciano dal ‘toto discarica’ precisando che “Cupinoro non è il sito alternativo a Malagrotta”. “Non c’è stata nessuna vendita di terreni a privati” – chiarisce in seguito ad un decreto  emesso ieri del Commissario per il superamento della situazione di grave criticità dei rifiuti urbani nel territorio della Provincia di Roma. Con tale decreto è stata requisita una volumetria di 20mila metri cubi destinata ad abbancare rifiuti esclusivamente trattati, escludendo pertanto il cosiddetto rifiuto indifferenziato.

“Si tratta – spiega il sindaco Sala – di una volumetria già oggetto di un bando di gara emesso dalla Bracciano Ambiente. La prima gara è andata deserta, la seconda gara scade il 4 ottobre prossimo. Il decreto di requisizione del Commissario Sottile risulta essere in linea con le procedure che erano state avviate già da tempo dalla Bracciano Ambiente nel pieno della sua autonomia gestionale. La tipologia di rifiuto che potrà essere abbancata, nell’area residuale di Cupinoro, deve avere infatti il codice CER 191212 (rifiuto rigenerato proveniente dal trattamento meccanico di rifiuti urbani non pericolosi), lo stesso già previsto dal bando. Nel decreto – osserva ancora Sala – si stabilisce inoltre che il conferimento avverrà “nei rigorosi limiti della volumetria e della capacità disponibile pari a 20.000 tonnellate”.

La dimostrazione che Cupinoro non sarà una seconda Malagrotta – ci tiene a precisare il sindaco di Bracciano – sta nei numeri. 20mila metri cubi infatti sono ben piccola cosa se si pensa che complessivamente Roma, Fiumicino, Ciampino e lo Stato Città del Vaticano producono 1.800.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, 700.000/800.000 tonnellate di rifiuto proveniente da trattamento meccanico e biologico.

E’ necessario inoltre sottolineare che la volumetria residua dell’ invaso attuale di Cupinoro è riservata esclusivamente ai 27 Comuni che già conferiscono e che, a seguito della recente circolare del Ministro dell’Ambiente Orlando, l’abbancamento del cosiddetto “rifiuto tal quale” sarebbe inibito, in quanto deve essere, prima del conferimento in discarica, tritovagliato e stabilizzato. Come già in passato – conclude Sala – ribadiamo che Bracciano non sarà la discarica di Roma e che Roma Capitale dovrà autonomamente risolvere nel proprio ambito, anche territoriale, la propria emergenza rifiuti”.

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