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La gang delle torture: trovato insieme alle armi, un dito mozzato immerso in un liquido

La polizia durante le perquisizioni ha fatto la macabra scoperta indagando sull'omicidio di Andrea Fiore

Un arsenale costituito da fucili a canne mozze, pistole, munizioni, un kalashnikov decorato e tenuto in cornice e una mitragliatrice artigianale, ma soprattutto un macabro elemento decorativo: un dito mozzato immerso in un liquido, conservato in una busta.

È quello che hanno trovato gli agenti della Squadra Mobile della Questura durante una perquisizione riconducibile alle indagini per l’omicidio di Andrea Fiore nella zona del Quadraro a Roma nel marzo del 2023 e per due gambizzazioni a Morena di poche settimane prima. A seguito di queste indagini, nei giorni scorsi, sono arrivati tre arresti, resi possibili  grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Il pentito ha svelato il contesto dietro cui sono maturati i delitti, commessi da un gruppo criminale specializzato nel narcotraffico, che torturava i debitori arrivando anche ad amputare gli arti.

Fra gli episodi riferiti dal collaboratore una gambizzazione particolarmente cruenta. Un giovane venne prelevato dalla propria abitazione e portato in mezzo a un prato, con un soggetto denominato “lo zio” che dava ordini in videocollegamento.

“Tagliategli un dito”, ordinò, ma il ragazzo iniziò a piangere e preferì che gli sparassero alle gambe piuttosto che mutilarlo. E così fecero. A capo dell’organizzazione due romani di 23 e 29 anni, ritenuti dagli investigatori mandanti sia dell’omicidio di Fiore che delle gambizzazioni di Morena. Nello stesso contesto andrebbero ricercati anche gli autori e i mandanti dell’omicidio di Luigi Finizio, avvenuto sempre nel marzo 2023 al Quadraro.

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