

L'analisi dell'Ufficio Studi di Idealista mostra un ritracciamento mensile dell'1,7% a livello nazionale (14,6 €/m²). Tra le piazze principali, cedono Roma (-2,8%), Firenze e Venezia, mentre Milano lima lo 0,5%
Il mercato delle locazioni in Italia inverte la rotta e vira, per la prima volta dopo una lunga corsa al rialzo, in territorio negativo.
Secondo l’elaborazione condotta dall’Ufficio Studi di Idealista, nel mese di agosto i canoni d’affitto hanno registrato una contrazione mensile dell’1,7%, attestando la media nazionale a 14,6 euro al metro quadro.
Su base annua la variazione si attesta a -0,8% rispetto ad agosto 2025, confermando un raffreddamento generalizzato dei prezzi.
L’analisi incorpora per la prima volta una rinnovata metodologia di rilevazione statistically avanzata, in grado di escludere gli affitti brevi o turistici per isolare esclusivamente la dinamica del segmento residenziale convenzionale.
Nel confronto tra le 94 città capoluogo monitorate, il bilancio agostano mostra una netta prevalenza dei ribassi: 53 centri hanno evidenziato una flessione dei prezzi, 38 una crescita e 3 sono rimasti stabili.
Le grandi piazze in contrazione: Tra le principali metropoli si osservano correzioni al ribasso per Venezia (-3,6%), Firenze (-3,1%), Roma (-2,8%) e Trieste (-4,6%). Flessioni più contenute si registrano a Napoli (-1,3%) e Milano (-0,5%).
L’exploit di Torino: In controtendenza spicca il capoluogo piemontese, che cresce dell’1,3% toccando il suo massimo storico a 13,1 euro/m².
I rialzi ed i tonfi locali: I rincari più consistenti hanno interessato Trani (+5%), Alessandria (+4,1%) e Ragusa (+4%), mentre i cali più marcati hanno colpito Ravenna (-6,2%), Chieti (-5,5%) e Brindisi (-5,2%).
La classifica dei costi: Milano si conferma la città più onerosa d’Italia con 22,3 euro/m², seguita da Firenze (21,7 €/m²), Venezia (20,2 €/m²) e Roma (19,1 €/m²). Sull’altro versante della graduatoria figurano Caltanissetta (4,5 €/m²), Potenza e Reggio Calabria (6,2 €/m²).
A livello provinciale il quadro si presenta disomogeneo, risentendo del differente peso degli immobili ad uso turistico o di campioni numericamente ridotti (come in Aosta, cresciuta del 20% a 25,7 €/m²).
La provincia di Lucca si attesta come l’area più cara della Penisola raggiungendo la cifra fuori scala di 51,1 euro/m², valore guidato dai canoni stellari delle località balneari di punta della Versilia (Forte dei Marmi in primis).
Seguono Belluno (25,3 €/m²), Grosseto (23,7 €/m²) e Rimini (18,0 €/m²). All’opposto, la provincia più economica si conferma Caltanissetta con 5 euro al metro quadro.
Sul fronte regionale, la prevalenza del segno meno è schiacciante: le flessioni più accentuate interessano il Friuli-Venezia Giulia (-3,6%), il Lazio (-3,5%), la Toscana (-1,0%) e la Campania (-0,7%). Uniche eccezioni in territorio positivo sono Liguria ed Umbria (+0,6% per entrambe).
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