

L'assessore Fabrizio Ghera risponde alle polemiche dell'opposizione sull'articolo 23 della proposta di legge 295: "nessun favore agli abusivi, è una misura di giustizia sociale"
Scontro aperto tra la Giunta regionale e il Partito Democratico sulle nuove norme per la gestione degli alloggi dell’Ater.
Una ricostruzione rigettata con fermezza dall’assessore regionale al Patrimonio, Fabrizio Ghera, che rivendica la natura perequativa della misura e attacca la sinistra per fare «facile propaganda anziché entrare nel merito».
La contestata riforma punta a modificare il meccanismo delle sanzioni amministrative e delle indennità di occupazione, che attualmente impongono agli occupanti una penale pari al 300% del canone ordinario.
Un sistema che, secondo la Regione, ha finito per generare un credito inesigibile da oltre mezzo miliardo di euro solo per le casse dell’Ater di Roma.

Nel mirino dell’assessorato c’è l’insostenibilità economica del sistema sanzionatorio per le fasce più deboli della popolazione.
In base ai calcoli presentati dalla Giunta, per un appartamento Ater di 70 metri quadrati a Tor Bella Monaca, il canone sanzionato arriva a sfiorare i 900 euro mensili, a cui vanno sommati arretrati e sanzioni amministrative.
«Una situazione del tutto insostenibile per nuclei familiari che, pur versando in una condizione di iniziale irregolarità, hanno i requisiti per ottenere l’assegnazione o la sanatoria della propria posizione. In Centro Storico accade l’opposto: le indennità sono spesso inferiori perché riferite a immobili più datati. Con questa norma riduciamo del 40% le indennità nelle periferie e le aumentiamo del 10% nelle zone di pregio, ponendo fine a un’evidente sperequazione» — Fabrizio Ghera, Assessore al Patrimonio della Regione Lazio.
La rimodulazione delle indennità ha l’obiettivo dichiarativo di sbloccare il rientro dai debiti e permettere alle famiglie aventi diritto di regolarizzare la propria posizione contabile, evitando l’insorgere di nuove morosità incolpevoli.
La Regione evidenzia inoltre come il Lazio sia l’unica realtà regionale in Italia ad applicare una sovrattassa sanzionatoria del 300%, una quota già giudicata “sproporzionata” da diversi orientamenti giurisprudenziali.
Un intervento atteso anche per uniformare la disciplina regionale a quella adottata da Roma Capitale, eliminando disparità di trattamento tra inquilini in pari condizioni giuridiche.
Il testo si appresta ora ad avviare l’iter di discussione nelle commissioni del Consiglio Regionale, dove la maggioranza si è detta disponibile a valutare eventuali emendamenti correttivi.
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