La nuova bibliografia di BILL

Rendere virale la “legalità” attraverso la lettura dei “classici”
Brunella Bassetti - 24 Maggio 2019

Si è tenuto ieri – 23 maggio 2019 – presso la Biblioteca Europea l’evento: “Il diritto di leggere classico: libri di ieri e di oggi, per il domani”. Un incontro di formazione e aggiornamento rivolto ad insegnanti, bibliotecari, educatori – promosso da Biblioteche di Roma, IBBY Italia, BILL Biblioteca per la Legalità e Gruppo BILL (Fattoria della Legalità, AIB Marche, ANM Sottosezione Pesaro, Comune di Isola del Piano, Associazione Forum del Libro e con il partenariato di ISIA Urbino) – per discutere e riscoprire la contemporaneità di 101 titoli classici della letteratura che entrano nello scaffale della BILL e si uniscono ai 202 titoli che già la compongono.

Moderatrice dell’incontro Maria Cristina Paterlini (direttrice Biblioteca Europea) che ha dialogato con Paolo Fallai (presidente Biblioteche di Roma), Silvana Sola (Presidente IBBY Italia) e Stefania Fabri (scrittrice e fondatrice della Biblioteca Centrale per Ragazzi).

La Biblioteca della Legalità è un progetto nato nel 2012 in seno alla Fattoria della Legalità di Isola del Piano, in un bene sottratto alla criminalità organizzata, che si sta espandendo, sempre più, in tutta Italia. È una biblioteca itinerante (a Roma, la valigia di BILL è presente e consultabile in tre biblioteche che, entro la fine dell’anno, diventeranno sei)  che vuole diffondere la cultura della cittadinanza responsabile, del diritto, della giustizia e della dignità tra le giovani generazioni attraverso la promozione della lettura nella convinzione che le storie e le figure hanno un ruolo fondamentale nella comprensione della realtà e sono, altresì, strumenti indispensabili per costruire un ‘immaginario’ che pone il senso civico al centro. I libri e la lettura, in questo senso, ci offrono una valida alternativa: ci aiutano ad attivare pensieri complessi che vadano a cercare soluzioni possibili per narrare ai ragazzi responsabilità, diritto, giustizia, dignità.

L’obiettivo di BILL è tentare di formare adulti competenti e responsabili affinché siano capaci di affrontare domande e opinioni di bambini e bambine, ragazzi e ragazze per seminare e far crescere nelle nuove generazioni la cultura della legalità, la cura dell’ambiente circostante, l’attenzione verso i deboli e gli indifesi, l’inclusione di ogni soggetto a tutti i livelli per essere domani cittadini liberi di leggere e liberi di scegliere. Il sapere non è un fatto per le élites, significa democrazia, significa poter prendere la parola, significa non farsi imbrogliare. Bisogna educare a crescere con ragione e sentimento, a stare insieme come comunità, a conoscere e a rispettare la Costituzione e le Istituzioni.

Dobbiamo tentare di essere il presente del nostro futuro. E, in questo, ci vengono in soccorso i ‘classici’: quelle storie che ciascuno di noi ha letto almeno una volta ma che, nell’ambito di questo progetto che potremmo definire di “disobbedienza civile non violenta attraverso la lettura”, ci restituiscono la centralità del ‘libro’ quale portatore di idee, ideali e valori da portare avanti non solo nella comunità dei lettori ma nella società civile (le letture, le ‘buone’ letture svegliano, interrogano, smuovono le coscienze, ndr.).

Di quali classici si è parlato? Solo per citarne alcuni: Pinocchio (Collodi), Il giardino segreto (Burnett), La freccia nera (Stevenson), La macchina del tempo (Wells), Heidi (Spyri), Kéraban il testardo (Verne), Pel di Carota (Renard), C’era due volte il barone Lamberto (Rodari), Matilde (Dahl). Personaggi che portano avanti battaglie contro diritti negati, contro ingiustizie ma – anche – personaggi speciali, campioni – a volte – della ‘non morale’ intesa non come la intendiamo noi. Tipologie di personaggi ancora presenti e originali; molto spesso nati dalla penna di scrittori anticonvenzionali.

Walter Benjamin nel suo “Figure dell’infanzia” così definisce l’importanza dei classici: “Il successo dei classici è provocato dall’irruzione nella Storia di una trasgressione che ha la levità del gioco, una ricombinazione inaspettata degli eventi … scevra dall’influenza dei media” che ci inducono a ragionare e affrontare il senso di regole condivise che ci fanno essere liberi. Così come per Calvino: “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire” (da “Perché leggere i classici”).

Molto probabilmente la lettura o ri-lettura dei classici “è un viaggio alle radici, è psicanalizzare la nostra cultura attuale” (U. Eco, “Elogio dei classici”) dove ri-trovare tracce, ricordi, schemi, scene primarie e riannodare o slegare quel filo rosso che lega il nostro vissuto – quotidiano e particolare – alle universali vicende della Storia.

Un pensiero particolare va alla scrittrice e illustratrice Judith Kerr morta, all’età di 95 anni, due giorni fa e il cui libro “Quando Hitler rubò il coniglio rosa” è inserito tra i 101 classici. Vederlo tra i libri della valigia BILL è stata veramente un’emozione: da un lato l’immortalità della scrittura che sopravvive all’autore, dall’altro – in alcuni casi – la scrittura come “monito” per le generazioni future. Per esempio, in tempi di tentati sovranismi e nazionalismi narrare, attraverso la letteratura classica per ragazzi e ragazze, “la banalità del male” rimane un dovere da perseguire.

 

Brunella Bassetti


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