La rinascita del Trullo tra murales e poesia

Da quelle periferie storicamente regno di degrado stanno sorgendo molteplici forme di arte
Manuel Marchetti - 27 Novembre 2016

Il quartiere Trullo è una zona di Roma collocata nel versante ovest. Per intenderci meglio, attaccato al quartiere Magliana, conosciuto per fatti storicamente spiacevoli.

muralesNel tempo questi quartieri tuttavia si sono evoluti e sono cresciuti qualitativamente, uscendo in gran parte, da quegli stereotipi malavitosi che dopo anni risultano stucchevoli peggio della melassa.

Questo risveglio del Trullo parte dalla strada, da quella cultura semplice ed apparentemente poco attraente e, sicuramente, priva di quel fascino esotico che alle volte solo un forestierismo attribuisce; per degli occhi rimasti intrappolati all’interno di alcune congetture odoranti di vecchio e di stantio.

Lo street art è una forma d’arte urbana di cui abbiamo parlato tante volte, con annessi vantaggi per delle zone che versano in stato di degrado e fortunatamente Roma si sta “contagiando” sempre più di colori e disegni. Il Trullo è uno dei quartieri dove sono presenti diverse opere su palazzi. Opere si, il loro nome preciso è murales ma sono delle opere d’arte da lasciar a bocca aperta. Una delle ultime realizzate su di una facciata di un palazzo raffigura un poeta, la sua penna, il suo taccuino ed il testo della poesia di fianco in grande, denominato Gomez-Poeta del nulla.

poesiaTornando alla rivoluzione metropolitana, non possiamo non parlare dei “Poeti der Trullo”, sette ragazzi con dei nomi d’arte curiosi (Er Bestia, Er Quercia, Er Pinto, Inumi Laconico, ‘A Gatta Morta, Marta der III lotto, Er Farco) che sui social network hanno un grandissimo seguito, la loro pagina Facebook ha circa 150.000 like. Loro nascono come gruppo nel 2010, per caso, forse per gioco, sicuramente per forte senso di provocazione, facendo “urlare” le loro opere, scritte o disegnate che siano.

I ragazzi col tempo iniziano ad avere una certa fama e da qui arriva l’iniziativa di auto-pubblicare un libro  nell’estate del 2015. Per la cronaca, il libro va letteralmente a ruba nei negozi ed inizia ad essere oggetto del desiderio popolare tra i giovani ma non solo.

poesia1Questi artisti hanno messo in prosa cose molto complesse in forma facilmente fruibile. Bisogna avere voglia, piacere, apertura mentale, per sedersi un attimo in più e scoprire quanto sta producendo la periferia capitolina. Per chi fa cronaca è un piacere raccontare e scrivere di queste cose, se avvengono nella propria città tanto meglio.

Capire l’arte è cosa complessa, comprenderla del tutto è forse quasi impossibile, andrebbe interpretata e vissuta da dentro, dall’anima. Solo chi scrive sa quanto sia complesso far passare un’idea, un’emozione, una sensazione, attraverso l’inchiostro di una penna e far suonare diverse corde emozionali di chi legge. Italo Calvino diceva: “La poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere”. Più “semplice” di così…

Dar Ciriola

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