La Roma del futuro

Una lettura in chiave sarcastica del documento della Commissione Marzano. Un articolo di Paolo Berdini su Il manifesto del 17 maggio 2009
Enzo Luciani - 19 Maggio 2009

Roma vista dal satellite

Disegnare il futuro di Roma in sei mesi. Questo era il compito che il sindaco Gianni Alemanno aveva dato alla «Commissione per il futuro di Roma capitale». In 180 giorni non solo è stata rifondata Roma, ma si è rivoluzionata la storia dell’umanità. A pagina 12 del rapporto conclusivo si elencano le antiche capitali del mondo protagoniste della civiltà. Insieme ad Alessandria, Atene e Roma non compare Menfi, ma Memphis. Secoli di studi sulla civiltà egizia sono stato demoliti. Quello che abbiamo conosciuto nei primi anni della scuola dell’obbligo era falso. L’unificazione dei due regni egiziani non avvenne a pochi chilometri a sud dal Cairo, a Menfi appunto, ma nel lontano stato del Tennessee. Degli oltre cinquanta esponenti della commissione, tre volontari guidati dal presidente Antonio Marzano inizieranno tra breve una coraggiosa risalita del corso del Nilo alla ricerca degli antenati di Elvis Presley.

Antonio Marzano è attualmente presidente del Cnel, istituzione che in tempi di crisi economica potrebbe pure portare qualche contributo alla ripresa del sistema Italia. Con queste premesse dubitiamo fortemente che da lì verranno segnali. Ed anzi, visto che ci siamo, suggeriamo all’inflessibile ministro Brunetta di metterci il naso e di ampliare gli orizzonti della sua inflessibilità. Dal divieto della spesa per gli impiegati normali al divieto di dire corbellerie ai gruppi dirigenti sarebbe un buon salto di qualità.

Fresco Market
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Con queste premesse verrebbe da concludere che Alemanno aveva posto il futuro di Roma nelle mani di apprendisti stregoni e che dunque la commissione non ha cavato un ragno dal buco. Ma, purtroppo, non è vero. La più solida industria romana, la speculazione immobiliare, era ben rappresentata all’interno della commissione ed ha raggiunto tutti i suoi scopi. Del resto, era stato quello il motore del «sacco di Roma» veltroniano ed oggi prosegue indisturbata il suo ferreo dominio sulla città. Ecco alcuni esempi. Uno degli obiettivi principali è quello «di ampliare l’offerta abitativa, anche tramite l’implementazione del piano regolatore». Evidentemente l’eredità dei 70 milioni di metri cubi di cemento previsti dal prg da poco approvato non soddisfano ancora gli appetiti della speculazione.

Nel merito, dopo aver imposto la creazione del sistema direzionale occidentale invece del previsto sistema direzionale orientale (i due enormi edifici per uffici in via di ultimazione ai margini dell’autostrada Roma-Fiumicino), si intende completare l’opera. In primo luogo costruendo altri uffici e ministeri (decisione 3), poi inaugurando il sistema Roma-Civitavecchia basato su un «district park» di 80 ettari, di un aeroporto cargo e il potenziamento del sistema porto-interporto (decisione 20) e di pontili turistici (68). È del tutto evidente che se passassero queste previsioni sarebbe inevitabile mettere mano al passante autostradale tirrenico dentro la città. Anche perché nella parte sud di Roma, a Castel Romano, sta per partire la realizzazione di un polo dello spettacolo che occuperà altri 50 ettari di campagna romana.

Ma è sul fronte ambientale che vengono i maggiori rischi. Dopo aver denunciato ciò che tutti vedono, e cioè l’erosione del litorale romano, viene trovata una soluzione peggiore del male. Si afferma che «una corona di isole artificiali può fissare definitivamente una nuova linea costiera e la delimitazione di tutta l’area potrebbe essere recuperata per funzioni naturalistiche, didattiche e turistiche di qualità» (decisione 7). Tutti gli esperti del settore dicono che è stata la disinvolta costruzione del porto turistico di Ostia nel 2000 (in deroga del prg) ad aver aggravato i fenomeni erosivi. Ma per gli insensati cantori dello sviluppo senza limiti la soluzione è aumentare la dose del male: costruire addirittura isole artificiali.

Ma forse l’idea delle isole artificiali risolverebbe almeno qualche questione aperta. Proponiamo pertanto che ne siano realizzate cinque. La prima ospiterà il mausoleo di Elvis che verrà trafugato da Memphis: milioni di turisti in più. La seconda un gigantesco albergo con pista artificiale per lo sci di fondo, altri turisti. La terza la nuova sede del Cnel, compresa una lussuosa suite per il presidente Marzano. La quarta un meraviglioso luogo per le feste di compleanno delle adolescenti così da permettere al papi di tutti noi di non dovere andare a Casoria, risparmiando così tempo da dedicare al paese. La quinta infine la nuova sede del Bagaglino.


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