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La Romanina si riprende i suoi spazi: firmato il primo “Patto di collaborazione” per il Parco Mario Angeloni

Cittadini, associazioni e comitato di quartiere gestiranno l'area verde per trasformarla in un polo di eventi, sport e cultura contro il degrado

Dall’alto la sua inconfondibile sagoma a triangolo verde spicca netta nel tessuto urbanistico della Romanina.

A terra, tuttavia, quel polmone naturalistico ha vissuto per anni in un limbo frustrante: un luogo di passaggio, frequentato ma privo di una vera identità e mai integrato fino in fondo nella quotidianità del quartiere.

Ora, per il Parco Mario Angeloni, è arrivato il momento del riscatto. Lo spazio si appresta a cambiare radicalmente volto per trasformarsi in un incubatore di socialità, cultura e partecipazione attiva, grazie a una storica alleanza che mette a sistema istituzioni locali, mondo dell’associazionismo e residenti.

Il percorso burocratico e partecipativo che ha condotto alla firma del Patto di collaborazione è stato lungo e articolato, richiedendo oltre due anni di tavoli e trattative.

Per il Municipio VII si tratta di una prima volta assoluta: è infatti il primo accordo ufficiale siglato sul territorio applicando il nuovo regolamento di Roma Capitale dedicato alla gestione condivisa dei beni comuni, uno strumento giuridico innovativo che permette all’amministrazione pubblica di co-progettare e condividere con la cittadinanza la cura e la rigenerazione degli spazi urbani.

Non solo manutenzione: il parco diventa un centro culturale all’aperto

L’accordo firmato non si limita a delegare ai privati i semplici compiti di pulizia, sfalcio dell’erba o decoro urbano.

L’orizzonte tracciato dai promotori è decisamente più ambizioso: l’obiettivo è rendere il parco vivo e attrattivo sette giorni su sette, strutturando un calendario permanente che possa ospitare rassegne culturali, attività sportive all’aperto, laboratori didattici ed eventi per bambini, assemblee pubbliche e feste di quartiere.

Una vera e propria rivoluzione che punta a fare dell’area verde il fulcro della vita sociale della Romanina.

A scommettere su questa sfida è stata una rete eterogenea di attori locali. Hanno siglato l’intesa il comitato di quartiere, le associazioni di volontariato radicate nel territorio e diverse realtà culturali e sociali che da tempo operano nel quadrante est della città.

Tutti uniti dalla convinzione che la partecipazione civica sia la chiave più efficace per innalzare la qualità e la fruibilità degli spazi pubblici.

Il presidio sociale come deterrente per la sicurezza e la convivenza

La filosofia alla base del progetto è lineare: un parco presidiato, vissuto e ricco di iniziative diventa intrinsecamente un parco più sicuro, pulito e protetto dal vandalismo.

La presenza costante di residenti e attività è considerata il miglior antidoto per contrastare quel senso di isolamento e abbandono che troppo spesso, in passato, ha caratterizzato l’area verde, restituendo una fruizione serena, equilibrata e realmente inclusiva a tutte le fasce d’età.

La sfida del Patto riguarderà da vicino anche la gestione della convivenza interna. Negli anni scorsi, infatti, il Parco Angeloni è stato teatro di piccole ma costanti frizioni legate all’uso improprio di alcune aree, rendendo complicata la coabitazione pacifica tra famiglie con passeggini, atleti, bambini piccoli e proprietari di cani.

Il nuovo percorso si propone di superare questi conflitti stimolando occasioni di incontro, dialogo e responsabilizzazione collettiva verso il bene comune.

Per la Romanina si apre così una pagina inedita, in cui la rigenerazione del territorio non passa da grandi colate di cemento o investimenti milionari, ma dalla capacità dei cittadini di riappropriarsi e prendersi cura dei propri spazi quotidiani.

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