La Stagione 2018-2019 del Teatro di Roma

“Teatro. le forme della verità” è il principio creativo, sociale, pluralistico su cui si fonda la programmazione

Il nuovo claim “Teatro. Le forme della verità” è il principio creativo, sociale, pluralistico su cui si fonda la Stagione 2018/2019 del Teatro di Roma – Teatro Nazionale, espressione delle molteplici identità dell’esistente e degli sconfinamenti del contemporaneo, temi cruciali della comunità civile raccontati sui palcoscenici del Teatro Argentina, Teatro  India e Teatro Torlonia.

La conferenza stampa che si è svolta oggi, 7 giugno 2018 al Teatro Argentina per la presentazione della Nuova Stagione Teatrale di India, Argentina e Torlonia è stato uno di quegli appuntamenti ai quali non puoi mancare. Oltre al dovere è anche un piacere.

La bellissima sala rossa della struttura di circa settecento posti, la cui apertura risale all’anno 1732, era quasi completamente piena.

Ai giornalisti presenti si è unito il pubblico fedele del Teatro di Roma per seguire passo passo il programma presentato dal Direttore Antonio Calbi, preceduto dal saluto del  Presidente Emanuele Bevilacqua.

Tra il pubblico gradite presenze di attori e registi, nonché del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del vice Sindaco del Comune di Roma Luca Bergamo e del neo Ministro ai Beni Culturali Alberto Bonisoli. Questi ultimi sono intervenuti alla fine della conferenza per elogiare l’iniziativa e che è stata descritta “impressionante” per la quantità delle rappresentazioni e per i contenuti di qualità.

Difficile riportare una sintesi completa senza dimenticare nulla: la cartella stampa consegnataci consta di ben 121 pagine. Ma ci proviamo lo stesso per descrivere almeno lo  svolgimento della presentazione.

Il direttore Calbi, al suo secondo mandato, prima di illustrare il nuovo programma, ha lasciato la scena per un monologo a Davide Enia che, da un viaggio nella Lampedusa degli sbarchi ha tratto un romanzo “Appunti di viaggio” e poi uno spettacolo dal titolo “Abissi”.

Il nuovo programma dei palcoscenici Argentina, Torlonia e India, interpreterà alla lettera il nuovo claim “Teatro. Le forme della verità” per dare tutta la visibilità possibile alla drammaturgia contemporanea.

Tre i teatri: Argentina, dove innovare nella tradizione; India, “fabbrica” polidisciplinare   di creatività e aggregazione; Torlonia, stazione d’arte tutta al femminile con spazio anche alla musica e poesia. Su questi palcoscenici scorrono 15 percorsi che compongono, intrecciandosi, una Stagione lunga 11 mesi di continua attività, offerta tutti i giorni, a tutti i pubblici e con più proposte quotidiane. Il sipario si alzerà 580 volte su un cartellone di 115 proposte complessive, composto da 25 produzioni – di cui 8 nuove produzioni, 6 nuove coproduzioni e 11 riprese di cui 5 in tournée – con opere di 60 autori viventi, di cui 15 stranieri, 60 registi e circa 380 interpreti.

Così, il Teatro di Roma fa della pluralità di visioni il suo segno distintivo, per sviluppare la nuova identità “allargata” di Teatro Pubblico Plurale, un modello diffuso sul territorio che  comprende, oltre all’Argentina e all’India, il Teatro Torlonia e i Teatri in Comune (Lido, Quarticciolo, Tor Bella Monaca, Corsini, Globe).

Ecco qualche titolo:

Teatro Argentina

Nuovi scenari in dialogo tra classico e contemporaneo

QUASI NIENTE di Deflorian/Tagliarini, creazione ispirata a Deserto rosso, capolavoro del 1964 di Michelangelo Antonioni, in cui la tensione anti-realistica del film si scioglie    nella fanciullezza di una donna, Giuliana, che il mondo non sembra più interessato ad ascoltare. (dal 9 ottobre).

Dal romanzo al film alla trasposizione teatrale per Giancarlo Sepe, BARRY LYNDON  (dal 23 ottobre), che agguanta le emozioni dal film di Stanley Kubrick.

Ancora sulla capacità di amare, resistere e rinascere delle donne, THE DEEP BLUE SEA (dal 20 novembre) del drammaturgo inglese Terence Rattigan, con protagonista Luisa Ranieri diretta da Luca Zingaretti, un’opera fuori dal tempo, carica di malinconia e passione, sullo sfondo dell’Inghilterra del dopoguerra.

Nuova sfida registica per Massimo Popolizio, artista residente all’Argentina per il triennio, con UN NEMICO DEL POPOLO di Henrik Ibsen, dramma rovente e stringente sull’attualità, anche in scena, e con coprotagonista Maria Paiato (nei panni maschili), per indagare i temi del potere, della corruzione, dell’interesse pubblico e privato, della responsabilità etica per l’ambiente (dal 20 marzo).

Teatro India

Factory Polidisciplinare della Creazione Contemporanea

Lo sviluppo del Teatro India passa dalla ridefinizione dello spazio, e dunque della sua vocazione a essere polo di aggregazione artistico e sociale, attraverso un intervento creativo affidato a tre curatrici di tre progetti speciali, uno per ogni stagione del triennio.

Questo primo anno è affidato a Lisa Ferlazzo Natoli che, con la casa d’argilla (Alessandro Ferroni, Alice Palazzi, Maddalena Parise), costruisce Fondamenta, da aprile a giugno 2019.

Inaugurano e chiudono la “permanenza indiana” due progetti in condivisione con il disegno più ampio di Teatro di Roma: apre Mario Martone, che dirige una nuova versione del suo TANGO GLACIALE del 1982; e chiude QUANDO NON SO COSA FARE COSA FACCIO?, l’azione performativa di Deflorian/Tagliarini, un percorso di suggestioni che si interseca con il fluire della vita di quartiere.

Punteggia il programma GRANDI PIANURE, vetrina sulla coreografia contemporanea, a cura di Michele Di Stefano, coreografo, performer e fondatore del gruppo mk. Un progetto che stempera i confini di una “rassegna/evento” amplificandone la portata in termini di spazi (dall’Angelo Mai all’Argentina a India), e con una programmazione fino a novembre.

La Stagione continua con il racconto urgente, profondo, attuale di Davide Enia, che da un viaggio nella Lampedusa degli sbarchi ha tratto un romanzo prima, Appunti per un naufragio, e uno spettacolo oggi, L’ABISSO, frammenti di storie dolorose ma cariche di speranza. A sbarcare sull’isola la “storia” che insanguina il mare e la coscienza d’Europa, ma diventa anche approdo di migranti con il loro carico di vita tragica, affidata a chi li accoglie, una coproduzione con Biondo di Palermo e Accademia Romagna Teatri (dal 9 ottobre).

Ma il programma è davvero così vasto ed impressionante per il numero di rappresentazioni che non ci darà tregua nell’informare i nostri lettori sui singoli appuntamenti, soffermandoci sui contenuti delle commedie, sugli attori e sui registi.

Bruno Cimino e Bruna Fiorentino

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