“La storia della mia vita”  – La presentazione del diario di Regina Maria di Romania

Alina Monica Turlea - 9 Novembre 2022

Martedì 8 novembre 2022, Sua Maestà la Principessa Margareta di Romania, Custode della Corona Romena, e il Principe Consorte Radu hanno presenziato alla presentazione di un importantissimo memoriale intitolato “La storia della mia vita” , il diario di Maria Regina di Romania (1875-1938), apparso per i tipi di Rediviva Edizioni, di Milano. L’evento è stato organizzato dalla casa editrice Rediviva e dall’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, grazie all’Ambasciatrice, Sua Ecc. Gabriela Dancău la quale, a poche settimane dal suo insediamento, ha avviato un importante programma di eventi culturali con l’obiettivo di promuovere la cultura romena.

Il diario della Regina Maria di Romania, dal titolo originale The story of my life, pubblicato contemporaneamente a Londra e New York negli anni 1934-1936, è stato presentato presso la sede della missione diplomatica di Via Nicolò Tartaglia a Roma, in occasione del Centenario dell’Incoronazione di re Ferdinando e della regina Maria, figlia di Alberto di Edimburgo e nipote della regina Vittoria del Regno Unito.

“La storia della mia vita”, il diario-documento di Maria, Regina di Romania, in Italia è stato pubblicato per la prima volta nel 1936 in due volumi: “Maria di Romania. La Storia della mia vita” e “Maria di Romania. Il mio diario di guerra” presso la casa editrice Mondadori, nella traduzione di Mario Borsa.

Nella nuova veste, il diario, pubblicato presso Rediviva a ottobre di quest’anno, è stato raccolto in un unico volume di 900 pagine, diviso in cinque parti: Infanzia; La giovinezza; Inizio del matrimonio; 1906-1914; Gli anni della guerra.

All’apertura dell’evento, Sua Ecc. Gabriela Dancău, Ambasciatrice di Romania, ha parlato dell’importanza dell’incontro con i membri della Famiglia Reale Romena nell’occasione del Centenario, nella sede di Roma.

A seguito, Sua Maestà la Principessa Margareta ha sottolineato il forte legame storico tra i due paesi, Romania ed Italia, non dimenticando di spendere alcune parole per la numerosa comunità romena in Italia. Invece, Sua Altezza Reale il Principe Consorte Radu ha ricordato alcuni fatti storici riguardanti la Famiglia Reale di Romania.

Violeta Popescu, in qualità di storico e direttrice di Rediviva Edizioni, ha posto l’accento sul ruolo decisivo della Regina Maria che, grazie alle sue doti umane e diplomatiche, ha contribuito a cambiare il corso della storia di un paese ridotto alla fame e devastato dalla guerra. Maria decise di lottare fino in fondo per l’Unità del Paese che l’aveva accolta con una certa diffidenza in quanto straniera e dove, invece, sarebbe morta da sovrana, come Regina di tutti i Romeni.

Dar Ciriola

L’evento si è concluso con un buffet in onore della Famiglia Reale Rumena, alla quale hanno partecipato l’ambasciatrice romena, rappresentanti di rilievo della Chiesa Ortodossa in Italia come Sua Eccellenza Reverendissima Siluan, l’ambasciatore della Repubblica diplomatici, esponenti di spicco della comunità romena ed italiana.

Maria di Romania, Regina della Grande Unione

Dopo che sposò nel 1892 il principe ereditario di Romania, Ferdinando di Hohenzollern-Sigmaringen, futuro re, durante i primi anni della sua esistenza in terra romena, Maria, nome completo Marie Alexandra Victoria Saxe-Coburg and Gotha, Principessa di Edimburgo, dedicò gran parte del suo tempo all’apprendimento della lingua e delle tradizioni romene, nonché alla scrittura. Maria decise che solo con l’adozione di una nuova prospettiva sarebbe stato possibile collegarsi alla nuova identità, quella del paese a cui ormai apparteneva, ovvero la Romania.

Maria di Romania, nata a Eastwell Park il 29 ottobre 1875, in epoca moderna è riconosciuta come una delle personalità più influenti della storia romena della prima metà del ventesimo secolo. La regina ebbe un ruolo prominente durante la Prima Guerra Mondiale e nella realizzazione del sogno nazionale di tutti i romeni, ovvero la Grande Unione del 1918, in un momento in cui il coinvolgimento delle donne nella politica o nella società non era molto apprezzato. Regina Maria, però, osò chiedere aiuto ai politici più importanti dell’epoca, durante la Conferenza di Pace di Parigi(18 gennaio 1919-21 gennaio 1920), e rappresentò la Romania alla firma del Trattato di Versailles. I problemi territoriali del dopoguerra sono stati risolti con il recupero della Transilvania, Bessarabia e Bucovina settentrionale, territori persi durante la Prima Guerra Mondiale.

Maria di Romania, che non poteva limitarsi soltanto all’attività politica, si dedicò alle opere di beneficenza e a quelle atte a sviluppare la cultura nazionale dei Romeni. Durante la guerra prestò servizio come infermiera volontaria della Croce Rossa e, allo scopo di raccogliere fondi per i più bisognosi, scrisse e pubblicò un libro dal titolo Il mio Paese, con un’emozionante descrizione della Romania. La guerra rivelò il cuore coraggioso della regina e la sua anima guerriera. Maria entrava negli ospedali e si prendeva cura dei soldati, ringraziandoli per tutto quello che avevano fatto per il loro Paese.

Nel suo libro “La storia della mia vita” scrisse che nemmeno Dante avrebbe potuto immaginare un inferno più terribile di quello portato dalla guerra, dove la sofferenza, la miseria e l’agonia si stavano diffondendo ovunque. Per la sua instancabile opera al fronte, Maria venne soprannominata “la Regina soldatessa” e ” Madre dei feriti “.

Maria di Romania, la scrittrice

Come un vero scrittore alla ricerca della giusta espressione di sé, Maria seguì l’esempio della regina Elisabetta dedicandosi alla scrittura e provando vari generi letterari da lettere, storie per bambini e racconti brevi alla poesia. Scrisse anche diversi romanzi e articoli di giornale.

La scrittura autobiografica, però, era un progetto che la Regina Maria di Romania contemplava da molti anni. In effetti, tra 1910 e 1916, la regina aveva iniziato un memoriale rimasto incompiuto.  Con la morte del marito, re Ferdinando di Romania, nel 1927, Maria decise di continuare la sua scrittura autobiografica. Invece, nel 1933 la regina nel suo testamento chiese che, dopo la morte, il suo cuore fosse deposto nella piccola cappella che aveva fatto costruire sul litorale del Mar Nero, mentre la sua salma fosse sepolta a Curtea de Argeș, accanto al consorte Ferdinando.

Il desiderio di Regina Maria fu di guadagnarsi il rispetto del suo popolo e di essere amata dai romeni. Infatti, le parole di Maria nel testamento furono: „Non vi giudico, io vi ho amati”.

 

Alina Monica Turlea


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