

In scena il 4 luglio lo spettacolo, con la regia di Pino Quartullo, che racconta la vicenda dell'ultimo periodo di vita del santo
Il 4 luglio 2024 ho partecipato ad una delle serate a livello nazionale della prima del lavoro dell’attore e regista di Pino Quartullo su San Francesco d’Assisi, che ha debuttato a livello nazionale, scusandomi per la ripetizione, proprio al Teatro di Tor Bella Monaca per poi partire a rappresentarlo in tutta Italia.
Lo spettacolo ideato e portato in scena da Pino Quartullo con gli attori che camminavano tra il pubblico prima che iniziasse lo spettacolo ha avuto come argomento un momento di crisi all’interno dell’ordine fondato dal Santo di Assisi e il dibattito e gli scontri al suo interno con la presenza femminile e intelligente di Chiara che interloquisce con Francesco in posizione paritaria e in maniera intelligente.
Nella rappresentazione teatrale che ha “preso” nell’intimo e in profondità il pubblico si affrontava un problema che interessa e attraversa attualmente il Cristianesimo e la Chiesa nel suo establishment: Cristo incarnato parla agli uomini e li aiuta ad essere consapevoli e protagonisti della propria vita o è un specchietto per le allodole o come direbbe Marx l’oppio per il popolo che ha paura di affrontare e guardare in faccia la realtà?
Fondamentale nella rappresentazione teatrale è stato quando un sacerdote si avvicina a San Francesco chiedendo di poter avere una copia delle regole e San Francesco gli domanda: perché? E il dialogo tra i due e’ tagliente e riflette la situazione di crisi e passaggio della Chiesa di oggi: si crede il Cristo e nel Cristianesimo perché aiuta l’uomo, ogni uomo nel suo essere, nella sua dignità e nella sua persona ad essere membro della comunità e della società e fare insieme la Storia cambiando il mondo o si crede in Cristo e nel Cristianesimo come strumento in cui rifugiarsi dopo aver sperimentato di tutto ed essendo insoddisfatti finalmente si è trovato qualcosa di diverso che fa comodo al nostro individualismo ed egoismo, non rimettendoci in discussione?
Questo è il pericolo in una società altamente secolarizzata per preparazione culturale in quanto in ogni famiglia vi è un diplomato e in cui lo sviluppo della società capitalista ha portato all’ennesima potenza l’espressione individualista in ogni ambito.
Lo spettacolo ha visto la partecipazione del pubblico e la presenza di personaggi di livello che simpaticamente hanno parlato con gli spettatori e accettato di farsi fotografare con loro come Fra Stefano parroco francescano di Santa Maria in Ara Coeli, Elena Sofia Ricci e Liliana Cavani, oltre che gli attori protagonisti contenti del successo che avevano generato.
Questo è avvenuto a Tor Bella Monaca, vale a dire dalla periferia al centro del mondo: la cultura che parla al mondo.
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