

L’atmosfera che è in grado di regalare un cielo stellato è davvero incredibile. Certo è, che se si vive in una città come Roma, o in qualsiasi altra città con tante luci, macchine ed abitazioni, beh è difficile accorgersi di tutte le stelle che ci sono sopra la nostra testa. Quando invece, ci si allontana dai centri urbani e caotici, trovandosi in campagna, per dirne una, i cielo notturno si illumina.
Spiegazioni su spiegazioni, interessanti o meno, riguardanti nozioni di astronomia, che comprendono una molteplicità di costellazioni, il piccolo ed il grande carro, la Via Lattea, pianeti, galassie… chi più ne ha, più ne metta. E poi? Una volta tornati nella nostra città, dove è finito tutto?
Non preoccupatevi, si trova sempre li, sopra le nostre teste, ma il problema principale è che se viviamo in una città piena di luci, ci risulta difficile apprezzare la lucentezza che abbiamo ammirato in campagna.
Eppure c’è un modo per riempire il cielo della nostra stanza si stelle. Gli stickers luminosi a forma di stelle e luna sono sempre più ricorrenti nelle nostre camere da letto. Ma come fanno ad illuminare la notte? Sono magici? Assolutamente, sono scientifici.
Spesso vengono chiamati stickers fluorescenti, anche scientificamente dovremmo chiamarli stickers fosforescenti. Il perché si illuminano durante la notte dipende proprio dal fenomeno che dà loro il nome. La fosforescenza. Partiamo però, dall’inizio.
O meglio, dal fatto che un corpo (composto da molecole, atomi…) possa assorbire energia, come quella luminosa ad esempio. Fin qui, nessun problema. In qualche modo questa energia in eccesso dovrà essere ceduta, pensiamo a noi quando ci mettiamo vicino ad una stufa, immagazziniamo energia che ci fa riscaldare. A livello microscopico succedono tante cose, ma non ci soffermiamo su questo. Qualche molecola invece, quando assorbe energia può rilasciare questo eccesso di energia anche come radiazione luminosa.
Succede questo: una molecola assorbe energia e promuove uno dei suoi elettroni ad un livello energetico più alto, immaginiamo che io vada dal primo al settimo piano. Quando questo elettrone deve ritornare al primo piano però, può farlo in due modi: con l’ascensore o a piedi. Se va in ascensore, sarà più rapido, e la sua emissione di luce sarà rapida, durerà di meno (questa è la fluorescenza). Se invece sceglie di scendere al primo piano, a piedi, l’emissione sarà più prolungata (questa è la fosforescenza). Scientificamente, la fosforescenza coinvolge transizioni energetiche vietate rispetto alla fluorescenza, ma per ora ci basti pensare che se scendiamo utilizzando le scale ci mettiamo di più, e con lo stesso principio la stella sul nostro soffitto illumina per un tempo maggiore.
Ecco perché le stelle nella nostra camera illuminano la notte. Di giorno assorbono la luce, e di notte, a seconda del materiale di cui sono fatte, rilasciano l’energia catturata in forma di radiazione luminosa. Buone stelle a tutti!
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