

Preoccupati i cittadini del XV Municipio che non avranno più l'agognato centro monitoraggio e documentazione ambientale
Sorte in bilico per la bella Villa Paladini, un’affascinante dimora situata in zona Tomba di Nerone e che, nel 1992, fu donata dalla vedova Paladini, al momento della morte, alla Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Pochi giorni fa sull’entrata della villa è stato apposto il classico cartello ‘Vendesi’, eppure anni addietro si vociferava che la stessa doveva essere acquisita dal Comune di Roma per restituirla ai cittadini. Infatti con il suo bellissimo parco, potrebbe costituire la “porta di accesso” per l’Insugherata. Se la sua vendita ad un privato fosse portata a termine, a meno che non venga acquistata da un ente pubblico, si potrebbe tranquillamente impedire la realizzazione di un ingresso alla Riserva Naturale.
Indignati i cittadini del XV Municipio, che attraverso l’associazione Lucchina e Ottavia, si rivolgono al Presidente del Municipio, Daniele Torquati affinché possa far rispettare quello che si era detto ben tredici anni fa, quando nel Piano di Assetto dell’Insugherata, approvato con una delibera del 2002 e pubblicato nel 2006, si prevedeva che la villa diventasse, attraverso finanziamenti pubblici, “centro monitoraggio e documentazione ambientale” ricorrendo anche all’acquisizione mediante esproprio o utilizzo in comodato d’uso.
In particolare la scheda del Piano di Assetto dell’Insugherata recitava così: “Questo progetto ha l’obiettivo di dare visibilità all’ingresso principale della Riserva e di dotare l’area naturale protetta dei necessari servizi”. E ancora: “L’intervento consiste nella destinazione di Villa Paladini a centro Visite e centro di monitoraggio ambientale e nella sistemazione di tutta l’area con attrezzature di sosta. Inoltre, essendo un nodo di interscambio con la sentieristica si prevede l’installazione di cartellonistica informativa; si prevede anche il restauro dell’originario giardino e il recupero delle essenze arboree esistenti”.
Certo dal 2006 ad oggi molte cose sono cambiate. Purtroppo in peggio. Si spera solo che il futuro acquirente, qualora nessun ente pubblico faccia capolino per comprare la Villa, possa avere a cuore bellezze culturali e paesaggistiche condividendole con la comunità.
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Bellissima residenza nobiliare degli anni Trenta. Quel progetto di acquisto da parte della pubblica amministrazione è scaduto. D’altro canto era davvero utopistico un acquisto pubblico, di un bene privato, con una tale complessità ed entità di lavori di restauro e data la carenza ormai strutturale di fondi della PA. Gli enti pubblici cerchino di mantenere decentemente le aree già pubbliche, che versano spesso in uno stato di incuria.
Si auspica che i nuovi proprietari della villa attivino tutti i lavori per la messa in sicurezza e il restauro, per non ritrovarci tra qualche anno solo un mucchio di macerie
Che meraviglia di villa. Ora è ben visibile da via Cassia. Spero venga restaurata e riconsolidata senza snaturare l’anima dell’edificio, rispettandone il passato
Piuttosto che l’area del degrado, meglio un bel restauro di un privato
Villa storica, bellissima. Apparteneva alla famiglia Paladini Casartelli. Pare che ci verrà un’ambasciata
un edificio di alto pregio architettonico, con un parco importante. Per fortuna recentemente sono iniziati i lavori di ristrutturazione, c’è anche il cartello con le informazioni