La XXX “Giornata Nazionale per il sostentamento dei sacerdoti diocesani”

Nell'occasione della campagna CEI "Insieme ai sacerdoti", l'esperienza di due parroci di periferia e Corviale e a Tor de' Schiavi
Rosa Valle - 24 Novembre 2018

Domenica 25 novembre 2018, è la XXX “Giornata Nazionale per il sostentamento dei sacerdoti diocesani” (35mila in Italia) che dalla revisione concordataria del 1984 non ricevono più uno stipendio dallo Stato.

“E’ tempo – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione CEI per il sostegno economico alla Chiesa – di guardare ai sacerdoti non come a persone che possono fare tutto, ma a ministri dei sacramenti e annunciatori del Vangelo che hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto delle comunità che servono. E che sono affidati ai fedeli per il sostentamento.”

Due sacerdoti di periferia

A Roma, sono tanti i sacerdoti in prima linea nelle periferie e in questa occasione vogliamo ricordarne due: don Roberto Cassano a Corviale e don Maurizio Mirilli a Tor de’ Schiavi, due parrocchie visitate quest’anno da Papa Francesco nel suo viaggio pastorale nelle periferie romane.

Don Roberto Cassano da due anni è alla guida della parrocchia San Paolo della Croce a Corviale, nel cuore del famoso Serpentone. Il 15 aprile scorso il Papa ha visitato la parrocchia e incontrato gli abitanti del quartiere.

Un quartiere con “un’umanità straordinaria”, come sottolinea don Roberto, animato da un nuovo fermento: il Mitreo, la Biblioteca, il calcio sociale, la piscina gestita dalle Acli e il campo da rugby, dove si allenano ragazzi provenienti da tutta la città. Anche il Serpentone sta vivendo una fase di riqualificazione: i lavori al quarto e al primo piano dovrebbero essere presto sbloccati, se i progetti dei bandi vinti dagli architetti a livello internazionale andranno finalmente in porto.

La parrocchia, intorno alla quale ruotano circa quaranta volontari, è cuore pulsante di Corviale; Don Roberto, con passione ed entusiasmo, opera quotidianamente per rompere il muro dell’indifferenza e coinvolgere i 6.500 abitanti, distribuiti in 1.200 appartamenti, promuovendo momenti di incontro e di preghiera come la Via Crucis all’interno del “quartiere-palazzo”, dal nono fino al quinto piano. Quest’anno, complice anche il prestigio della visita del Santo Padre, si sono aperte più porte rispetto alla prima volta del 2017.

La parrocchia, grazie anche all’aiuto dei Cavalieri di Malta, assiste le 100 famiglie più povere della comunità che ricevono tutti i mesi un pacco alimentare,aiuti per pagare le bollette, gli affitti, le medicine.

Don Maurizio Mirilli da 4 anni è parroco del Santissimo Sacramento, in largo Agosta, una parrocchia con un bacino di circa 25 mila abitanti.

Don Maurizio partendo da un restyling della chiesa, in risposta ad un desiderio dei parrocchiani, ha avviato una serie di iniziative che hanno coinvolto la comunità parrocchiale.

Con il progetto “Art-oratori+o”, animato dai ragazzi dell’oratorio durante le attività estive, più di un centinaio di bambini, volontari e animatori hanno realizzato meravigliosi murales, lasciando in ricordo di un grande lavoro di gruppo, centinaia di impronte gialle, azzurre, verdi.

Promotore di una Chiesa in uscita, che si prenda cura della collettività, don Maurizio ha lanciato anche una campagna di sensibilizzazione contro la ludopatia, per contrastare una piaga dilagante che ha colpito molte famiglie del quartiere.

Il suo “fare parrocchia” si sostanzia nel far sentire a casa tutti i parrocchiani, anche i più disagiati. Da qui alla “Casa della Gioia” il passo è stato breve. Inaugurata dal Santo Padre nel corso della sua visita pastorale del 6 maggio scorso, la struttura ospita 7 disabili, accuditi da due suore, una laica e dai “Figli della gioia”, supportati da un gruppo di 50 volontari.

Opera-segno, interamente finanziata dalla comunità parrocchiale, con l’approvazione e il sostegno della Diocesi di Roma, la Casa costituisce un progetto di accoglienza che intende offrire un tetto a quelli che don Maurizio definisce gli “scartagonisti”, ossia gli scartati dagli uomini e dalla società.

Tutto è cominciato tre anni fa quando alcune mamme anziane avevano confidato a don Maurizio la loro preoccupazione sul futuro dei figli disabili e avevano chiesto assistenza per il “dopo di noi”.

Durante gli esercizi spirituali del clero romano, don Maurizio ascoltò il cardinale Tagle commentare l’episodio evangelico del paralitico che viene calato dal “tetto” per essere guarito da Gesù. Il discorso del cardinale fu folgorante per il parroco che decise di utilizzare alcuni locali sotto il tetto della chiesa per creare una Casa per i meno fortunati.

In soli due anni il suo sogno si è concretizzato in una struttura che rappresenta un fiore all’occhiello e che rientra in quel sistema di accoglienza, di cui la parrocchia del Santissimo Sacramentonè stata una delle pioniere, che trova espressione nel progetto “Quartieri solidali”, promosso dalla Caritas esostenuto con 80.000 euro dall’8xmille alla Chiesa cattolica. Un’iniziativa che a Roma offre risposte concrete alla solitudine della terza e quarta età.

‘Doniamo a chi si dona’

“Doniamo a chi si dona”, un invito a donare attraverso il sito www.insiemeaisacerdoti.it, dove, oltre a tutte le informazioni sulle Offerte Insieme ai sacerdoti (storia, dati, modalità per donare, ecc.), è interessante scoprire le storie di coloro che dedicano la loro vita al prossimo.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti