L’addio a Gabriele Sandri

In migliaia sono accorsi per salutare "Gabbo" e chiedere giustizia
di Alessia Maestà - 17 Novembre 2007

1- Il dolore dei famigliari. 2- Il fratello dei Gabriele 3-. Le sciarpe della Lazio. Foto GMT

Parola ricorrente: giustizia: “la giustizia divina e quella terrena” chiesta da Don Paolo Tammi nel corso dell’omelia. Ma, anche, la giustizia gridata dalle oltre 10.000 persone accorse per dare l’ultimo saluto a Gabriele. La cerimonia si è svolta la mattina del 14 novembre, davanti la chiesa di San Pio X, alla Balduina. L’ingresso “di Gabbo”, nello stesso luogo in cui aveva fatto la comunione 15 anni fa, è stato accompagnato da una delle sue canzoni preferite, “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini.

Per i funerali era arrivata in chiesa la squadra della Lazio al completo, ad eccezione del presidente Lotito, e il capitano della Roma, Francesco Totti, che prima della cerimonia ha abbracciato i familiari di Gabriele. Tra le istituzioni presenti: il presidente della Federcalcio Abete, il vicepresidente del Coni Agabio, il sindaco di Roma Veltroni e il ministro delle Infrastrutture Di Pietro in rappresentanza del Governo. L’uscita del feretro è stata salutata da applausi, cori da stadio, sciarpe di tutti i colori e da uno striscione: “Ciao Gabriele, oggi e per sempre sarai un’aquila nel cielo”. Tutti stretti intorno a Gabriele, mentre risuonava l’inno della Lazio e quello di Mameli. Si è udita solo una voce, fuori dal coro, urlare ”poliziotti bastardi”, accolta da fischi e parole di disapprovazione.

In tutto il quartiere spiccavano l’assenza delle forze dell’ordine e i negozi chiusi per lutto. La preoccupazione  maggiore: qualcosa o qualcuno che potesse "compromettere" la giornata "di Gabbo". Ma, nonostante la linea dura, promessa dal Ministro dell’Interno Giuliano Amato, nel caso in cui ci fossero stati nuovi scontri, non è accaduto nulla. Ad impensierire il Ministro, solo un corteo spontaneo di circa 200 persone che davanti alla Curva Nord, ha dato fuoco a un cassonetto. Ma la manifestazione si è sciolta poco dopo senza gravi incidenti. Quasi in un accordo tacito: in quella giornata non c’era alcun spazio per la violenza e le polemiche: solo commozione e affetto, tutto per Gabriele.


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