Ladispoli, spaccio in centro: spunta la “cocaina rosa” tra i sequestri

Arrestati un 36enne e un 20enne sorpresi durante uno scambio di oltre un etto di droga

Un’operazione rapida, scattata nel momento decisivo, ha permesso ai Carabinieri della stazione locale di smantellare un giro di spaccio attivo nel pieno centro cittadino.

Due cittadini italiani, di 36 e 20 anni, sono stati arrestati in flagranza di reato mentre stavano effettuando una cessione di droga.

In pochi minuti i militari hanno bloccato l’operazione, sequestrando 106 grammi di cocaina suddivisi in due involucri, pronti per essere immessi sul mercato.

La perquisizione e la scoperta della “cocaina rosa”

L’intervento non si è fermato alla strada. Le successive perquisizioni domiciliari hanno portato alla luce un elemento che ha acceso l’attenzione degli investigatori.

Nell’abitazione del più giovane dei due arrestati sono stati rinvenuti 15 grammi di “cocaina rosa”, conosciuta negli ambienti della movida come tusi o tucibi.

Nonostante il nome, spiegano gli inquirenti, non si tratta di cocaina pura, ma di una sostanza sintetica composta da un mix chimico complesso e altamente pericoloso.

Una droga costosa, dagli effetti imprevedibili e potenzialmente devastanti per la salute, che negli ultimi mesi sta comparendo con sempre maggiore frequenza nei circuiti dello spaccio legati ai locali notturni e a una clientela giovane e benestante.

La sua diffusione è considerata una delle nuove frontiere del narcotraffico urbano.

Gli altri sequestri

Le verifiche si sono poi estese all’abitazione dell’uomo di 36 anni, dove i Carabinieri hanno trovato ulteriore sostanza stupefacente e il materiale necessario per l’attività di spaccio: 16 grammi di hashish, altri 2 grammi di cocaina già pronti per la vendita, oltre a bilancini di precisione e involucri per il confezionamento delle dosi.

L’indagine prosegue

I due arrestati sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire la rete di contatti e capire se i due agissero per conto di un’organizzazione più ampia.


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