L’arte comunitaria di Maria Lai alla Biblioteca Vaccheria Nardi

Venerdì 6 marzo alle ore 16,30 in Via Grotta di Gregna, 37 a Colli Aniene
Redazione - 26 Febbraio 2020

Presso la Biblioteca Vaccheria Nardi in Via Grotta di Gregna, 37 a Colli Aniene, venerdì 6 marzo alle ore 16,30: L’arte comunitaria di Maria Lai. Quando l’arte ci prende per mano ci unisce e ci salva.

Proiezione del video: Legarsi alla montagna

Presentazione del libro: Tenendo per mano il sole

Conduce Paola Piras

Maria Lai nasce il 27 Settembre 1919 a Ulassai. All’età di tre anni i genitori decidono di affidarla agli zii a causa della sua salute cagionevole e Maria resterà con loro fino all’età di nove anni. Dopo un breve rientro a Ulassai, si trasferisce a Cagliari dove studia in collegio con la sorella Giuliana. Nel 1932 si iscrive all’Istituto Magistrale e avrà come docente Salvatore Cambosu, con il quale instaurerà un profondo e duraturo rapporto di amicizia.

Nel 1939 decide di stabilirsi a Roma per studiare al Liceo Artistico, dove segue le lezioni di Marino Mazzacurati. Nel 1943, a causa della guerra, decide di lasciare Roma  e si trasferisce a Venezia per frequentare l’Accademia di Belle Arti.

Nel 1945 fugge precipitosamente da Venezia e torna in Sardegna; a Cagliari dall’anno successivo insegna all’Istituto Tecnico femminile fino al 1949. Nel 1947 conosce Giuseppe Dessì. Espone diverse volte a Cagliari e poi nel 1957 espone alla Galleria L’Obelisco di Roma. Fino al 1961 riscuoterà notevoli successi e riconoscimenti sia a Roma che in Sardegna.

Per circa dieci anni ci sarà un periodo di silenzio: continua a vivere a Roma ma si rifiuta di esporre nonostante i continui stimoli di Marcello Venturoli, grande estimatore del suo lavoro. Nel 1971 espone alla Galleria Schneider  diversi telai. Ricomincia ora una fase molto prolifica per la sua arte, espone in diversi musei e gallerie e alla Biennale di Venezia in una collettiva curata da Mirella Bentivoglio.

Nel 1981 si svolge a Ulassai “Legarsi alla montagna”, la performance collettiva che accrebbe molto la sua notorietà. L’anno dopo realizza la Via Crucis per la chiesa di Ulassai e con Costantino Nivola, Guido Strazza e Luigi Veronesi il “Lavatoio di Ulassai”che varrà completato nel 1989.

Nel 1983 continua con gli interventi sul territorio a Orotelli con “L’alveare del poeta” , opera dedicata a Salvatore Cambosu e “La disfatta dei varani” a Camerino in provincia di Macerata.

Fra il 1992 e il 1993 realizza a Ulassai “ La strada del rito”, “Le capre cucite” e “La scarpata”. Nel 1993 lascia definitivamente Roma e si stabilisce a Cardedu. Nel 1995 inizia la sua collaborazione con la compagnia teatrale “Fueddu e Gestu” con la rappresentazione “Maria Pietra”.

Dal 1999 al 2001 si dedica al progetto per il Museo dell’olio della Sabina a Castel Nuovo di Farfa. Dal 2002 realizza diversi interventi sul territorio di Ulassai : “I pensieri sull’arte”, “Il muro del groviglio” (2004) e “La casa delle inquietudini” (2005)

Nel 2004 le viene conferita la laurea honoris causa in Lettere all’Università degli Studi di Cagliari per il tratto fortemente narrativo e concettuale della sua opera, che si realizza però con tecniche tradizionali, arcaiche. L’8 luglio 2006 viene inaugurato nei vecchi caseggiati dell’ex stazione di Ulassai il Museo di Arte Contemporanea, la Stazione dell’arte, con la donazione di circa 140 opere da parte dell’artista, fra le più significative del suo percorso. Del 2009 è “La cattura dell’ala di vento” al parco eolico di Ulassai. Nel 2011 vince il prestigioso “Premio Camera dei Deputati per il 150° dell’Unità d’Italia” con l’opera “Orme di leggi”.

Nel 2012 partecipa con uno spazio tutto suo a Pulse “Fiera Internazionale d’arte Contemporanea” a Miami. Muore a Cardedu il 16 aprile del 2013.

 

(dal sito della Stazione dell’Arte, a Ulassai, dove sono raccolte numerose sue opere)

 


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