

Dichiarazione d’intenti di una proposta editoriale, in un pubblico dibattito al Centro Medina, mercoledì 6 giugno ore 17,30
Una popolazione sempre più concentrata nelle città ha innescato fenomeni di incuria, aggressività e patologie sociali, ma anche reazioni virtuose e forme d’arte che negli ultimi tempi hanno fatto la differenza. La giornalista Carla Guidi propone un dibattito sulle Città reali e le città immaginarie, il titolo di un libro ancora in attesa di pubblicazione che viene presentato al pubblico ed agli editori interessati in anteprima attraverso un pubblico dibattito. Appuntamento il 6 giugno 2018 alle ore 17,30 presso il Centro Medina Roma, via Angelo Poliziano, 32-34-36 | tel. +39 06 96030764 –
http://www.medinaroma.com/events/citta-reali-citta-immaginarie/
Parteciperanno al dibattito:
Il critico e storico dell’Arte Giorgio Di Genova
Il presidente dell’ANS Pietro Zocconali – http://www.ans-sociologi.it/
La giornalista e docente di storia dell’Arte Carla Guidi
L’artista tatuatore Marco Manzo
Il fotografo Valter Sambucini
La ricerca fotografica di Valter Sambucini, parte essenziale della struttura del libro, ha contribuito a mettere in evidenza il valore ed il possibile significato sociologico di massicci fenomeni collettivi, scelti anche in funzione del fatto di possedere alcune caratteristiche in comune, soprattutto di essere capaci di esprimere un disagio, un problema e contemporaneamente rappresentare la ricerca attiva di una loro soluzione, non secondariamente costituendo una nuova fonte di economia condivisa.
Il libro presentato in anteprima, contiene anche molte informazioni e citazioni che sarebbe lungo elencare, mentre la ricerca fotografica di Valter Sambucini accompagna i vari capitoli, ora rappresentata solo dalla copertina/invito.
Dice Carla Guidi – Il consumismo (ancora oggi nel suo lentissimo declino) continua ad essere percepito come un godimento condiviso, democratico, nonostante gli indizi di disagio ormai tutt’altro che impercettibili, in un mondo deformemente globalizzato. La Natura è stata privata di spiritualità, indiscriminatamente saccheggiata e avvelenata, mentre il Senso di appartenenza di ogni essere umano, parte sempre e necessariamente dal territorio ed è in rapporto al sistema mente-corpo, alla memoria come tempo circolare. (Cultura dal latino colere, “coltivare”, “culto” come cura verso gli dei e gli antenati). La predizione di McLuhan riguardo la simultaneità sensoriale prodotta dalla velocità di trasmissione dell’informazione, dovrebbe aver portato (non sta a me dirlo) ad una “ri-tribalizzazione” dell’ambiente mediale contemporaneo, dai significati e contorni anche molto crudeli. Nei suoi libri, specialmente nella Sposa meccanica, opera prima di Marshall McLuhan comparsa negli USA nel 1951, ma anche nei suoi libri posteriori, egli evita il più possibile le logiche della dimostrazione, preferendo mostrare, come se prevedesse un lettore intento allo zapping fra i capitoli, gli aforismi, le immagini, le didascalie (…) Oggi fortunatamente s’è diffusa anche una percezione diversa, come una crescita maturativa dall’Io/Tu dell’infanzia dei popoli, al Noi/Voi dell’adolescenza e della competizione della guerra infinita, per arrivare finalmente all’appartenenza empatica all’intera umanità. Infatti la ricerca di relazioni interpersonali, appaganti e durature, all’interno di un contesto sociale più ampio, permetterebbe di sentirsi parte integrante di un tutto e contemporaneamente di mantenere la propria indipendenza e individualità. Un bisogno primario senza il quale si sviluppano sintomi di tipo depressivo. –
Il libro presentato in anteprima contiene una nota introduttiva del sociologo Franco Ferrarotti, una presentazione del giornalista Pietro Zocconali, Presidente A.N.S. (Associazione Nazionale Sociologi), un testo della giornalista e docente di Disegno e Storia dell’Arte Carla Guidi, suddiviso in una introduzione e 7 capitoli, sugli argomenti elencati, con le foto di Valter Sambucini –
-1 – “Anima/l & core”, la dialettica di un amore selvaggio. -2 – “Epidemia/epidermia” – salvarsi la pelle con l’arte. – -3 – “Pelle di Città” – Aggressioni/Condivisioni. –-4 – “Ombre e Fumetti”, ovvero come esorcizzare la morte.- -5 – “Orizzonti speculari”: il vuoto, il pieno, il corpo, il virtuale. –-6 – Memoria, identità, rappresentazioni. –-7 – “Figurine e figurinai”: una migrazione delle forme. –
– Un testo critico dello storico dell’Arte Giorgio Di Genova dal titolo I racconti visivi di Valter Sambucini con citazioni critiche sul lavoro del tatuatore-artista Marco Manzo, sul quale è anche documentata un’intervista.
– Un articolo sulla Diffusione geografica del tatuaggio nella preistoria, anteprima di una ricerca di prossima pubblicazione di Eliseo Giuseppin, rappresentante legale dell’Associazione tatuatori e ricercatore storico del tatuaggio – http://www.associazionetatuatori.it/
– Segue un testo-documento della prima scuola di tatuaggio in Italia, “Accademia Ars Estetica” dove si è svolto il primo Corso di abilitazione professionale di tatuaggio e piercing in Italia, nell’anno formativo 1998-99 per volontà della sua fondatrice, la dottoressa Giuliana Pelliccioni. Solo allora infatti, era il 16/7/1998, il Ministero della Sanità aveva istituito i Corsi professionali obbligatori di 90 ore, attivati nel Lazio con DGR 22 settembre 1998 n.4796. L’istituzione di questi corsi aveva così l’intento di sanare una situazione “di fatto” e legalizzare l’esistenza di una figura professionale, perfettamente attiva da decenni nel tessuto sociale, ma priva di qualsivoglia cornice normativa.
Carla Guidi ha già pubblicato per il nostro giornale i seguenti articoli sull’argomento –
https://abitarearoma.it/epidemiaepidermia-larte-tattoo-corpo/
https://abitarearoma.it/salvarsi-la-pelle-larte/
https://abitarearoma.it/muracci-nostri-non-solo-street-art/
Marco Manzo – www.tribaltattootatuaggiroma.it/marco-manzo-tatuatore/
ha aperto nel 1992 in zona Roma Nord uno dei primi studi di tatuaggi e piercing della capitale; il Tribal Tattoo Studio in Via Cassia. Attualmente è docente nei Corsi Professionali in materia di igiene sul lavoro e tecnica di tatuaggio di 90 e 400 ore (come richiesto dalla Circolare del Ministero della Sanità del ’98). Da sempre il suo studio è ritenuto uno dei più tecnologici e all’avanguardia rispetto ai canoni di igiene e sicurezza, mentre egli vanta numerose interviste con le più importanti riviste del settore ed altro, basta collegarsi al suo sito. Quest’anno è stato invitato alla Biennale Architettura, Padiglione Guatemala. Ultimamente ha vinto tre premi ed ha avuto 11 acquisizioni in musei di Arte Contemporanea.
Valter Sambucini – Documentate nel suo sito www.valtersambucini.it le sue ricerche e la sua professionalità. Collabora dal 2015 con il nostro giornale.
Foto di Valter Sambucini in relazione agli argomenti del testo
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