

La denuncia di Fabrizio Santori ed Emiliano Corsi: "In queste condizioni per i romani è facile sentirsi cittadini di serie B e alimentare irresponsabilmente forme di razzismo"
“Nessun rigurgito razzista, ma ai romani il Municipio V e il Sindaco Marino ora dovranno spiegare perché la struttura del piano di zona Prampolini, tra via Prenestina e via Collatina, inizialmente un asilo nuovo di zecca, ora è un CTP, un centro territoriale permanente, e cioè una scuola di formazione per immigrati. In queste condizioni per i romani è facile sentirsi cittadini di serie B e alimentare irresponsabilmente forme di razzismo”. A dichiararlo in una nota congiunta Fabrizio Santori,consigliere regionale del Lazio e membro della Commissione Politiche sociali, ed Emiliano Corsi, esponente del comitato DifendiAMO ROMA.
“L’asilo Nido Prampolini era stato utilizzato poco tempo fa per garantire il servizio agli utenti quando si è proceduto alla messa in sicurezza e ristrutturazione del vicino asilo nido Il Pettirosso, ma i soloni della sinistra ora lo hanno trasformato in Centro Territoriale Permanente. Il Municipio è lo stesso che aveva trasformato l’aula consiliare in moschea durante l’estate e con questo atto appare chiaro l’Amministrazione da che parte stia. Di certo non dalla parte dei romani, delle famiglie e dei loro bimbi.
Ogni giorno arrivano le denunce di liste d’attesa interminabili per i nidi, si parla di aiuti alle famiglie e in particolare alle madri lavoratrici, di ausilio alle famiglie meno abbienti e senza nonni. Poi cosa accade? Che gli asili nido invece di aprirne di nuovi li chiudiamo. Una scelta scriteriata e anche scellerata, che non rende giustizia ai quartieri del Municipio V. La sinistra con queste scelte assurde rischia di soffiare sul fuoco della xenofobia e non lamentiamoci poi delle rivolte su strada”, concludono Santori e Corsi.
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Vi/Ci sta bene.
tra un decennio saranno …… amari…..
Poi ci stupiamo se gli italiani fanno meno figli…
Il problema dei nidi è un problema reale che il comune non sta risolvendo come tante altre cose.
Ma con la demagogia non andiamo da nessuna parte.
Nella speranza che gli estensori dell’articolo e soprattutto i politici che l’hanno ispirato possano alleggerire il loro pesante bagaglio di ignoranza, fornisco loro una informazione di base sui CTP che, come è evidente, non sono “Scuole di Formazione per Immigrati”:
I Centri Territoriali Permanenti (CTP) sono le strutture portanti del Sistema EDA Educazione Degli Adulti.
Lo faccio anche perché, non si sa mai … magari si vanno ad iscrivere ad un CTP.
I Centri Territoriali Permanenti (CTP), istituiti con l’Ordinanza Ministeriale 455 del 1997, occupano oggi più che mai un posto di primo piano all’interno del segmento formativo rivolto agli adulti e ai giovani adulti italiani e stranieri. Fin dalla loro creazione i CTP si sono connotati come luoghi di lettura dei bisogni, di progettazione, di concertazione, di attivazione e di governo delle iniziative di istruzione e formazione destinate alla popolazione adulta.
L’Offerta Formativa dei CTP si articola essenzialmente su tre ambiti:
1. percorsi finalizzati all’acquisizione del primo ciclo di istruzione (licenza media);
2. corsi di integrazione linguistica e sociale per stranieri;
3. corsi di alfabetizzazione funzionale (principalmente corsi di lingue straniere e di informatica di base).
Molti CTP perseguono, in continuità con quanto previsto dalla normativa che li ha istituiti, anche finalità collaterali che si concretizzano in attività di:
• accoglienza, ascolto e orientamento;
• alfabetizzazione primaria funzionale e di ritorno, anche finalizzata a un eventuale accesso ai livelli superiori di istruzione e di formazione professionale;
• sviluppo e consolidamento di competenze di base e di saperi specifici;
• recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali idonee a una attiva partecipazione alla vita sociale;
• acquisizione e sviluppo di una prima formazione o riqualificazione professionale;
• rientro nei percorsi di istruzione e formazione di soggetti in situazione di marginalità.
Alle attività dei CTP possono accedere tutti gli adulti, italiani e stranieri, privi del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione nonché quegli adulti che, pur in possesso di titolo, intendano rientrare nei percorsi di istruzione e formazione.