

Creano empatia ed aiutano il cervello a "vivere" una determinata emozione
Avete mai pensato a quanto sia difficile comunicare? A quanto sia complicato far arrivare il messaggio del processo comunicativo esattamente come vogliamo noi? A quante interpretazioni ci sono nei vari processi comunicativi?
Ebbene, vogliamo porre l’attenzione su un aspetto tanto semplice quanto fondamentale. Parliamo degli emoticons, proprio loro, le “faccine” dei messaggi di testo. Questi simboli sono entrati di diritto nella nostra comunicazione ed il perché è semplice. Senza troppi giri di parole si può affermare che creano dell’empatia tra due o più soggetti. Provate ad immaginare una risposta ad un messaggio: “Ciao, tutto bene!” oppure “Ciao, tutto bene! :)”. C’è una certa differenza vero?
Tutto questo lo testimonia anche la ricerca condotta dalla scuola di psicologia della Flinders University di Adelaide (Australia), dove si afferma che gli emoticons non sono solo un modo di comunicare più veloce e meno articolato, ma hanno una stretta correlazione con la psicologia umana. In sintesi, predispongono il cervello a “vivere” le emozioni che ci arrivano in un processo comunicativo privo di fonetica come gli sms.
Inizialmente nacquero per risparmiare lettere e guadagnare in brevità, ai tempi dei piani tariffari non vantaggiosi, dove bisognava essere bravi, o abili, a far rientrare tutto nei famosi 160 caratteri. In origine furono un aspetto comunicativo meramente giovanile, perlopiù adolescenti, ma come ogni cosa che vale alla fine spopola e ad oggi gli emoticons non hanno più età. Ce ne sono tantissimi e per tutte le occasioni, addirittura sono previsti nelle tastiere degli smartphone.
C’è anche un altro aspetto interessante da analizzare. Avete mai provato a dare un’occhiata alla sezione “usate di recente”? E’ la prima che appare sulla tastiera. Anche se può sembrare superfluo può darvi un’idea precisa del momento che state vivendo, in base agli emoticons che utilizzate di frequente.
Si può affermare che questa piccola rivoluzione fatta di puntini, virgole, parentesi e molto altro ha cambiato – in meglio – il modo di comunicare. Spesso non si riflette, ma comunicare è forse una delle cose più complesse ed impegnative che l’uomo mette in atto. Perciò se questi simboli, queste faccine, ci hanno portato del beneficio, possiamo solo essere contenti e continuare ad usarle molto volentieri.
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