Lavorare artisticamente con la plastica (di scarto)

Aleonna Masella dell’Associazione Arco di Gallieno, ha esposto le sue opere nella piazzetta centrale del Nuovo Mercato Esquilino
Redazione - 31 Luglio 2017

All’interno della piazzetta centrale del Nuovo Mercato Esquilino, dove si vende il pesce, in via Principe Amedeo 184, un’artista, Aleonna Masella dell’Associazione Arco di Gallieno, ha esposto le sue opere.

Due sculture luminose: “La Fontana di Cleopatra” e “La Fontana di Marco Antonio” realizzate con materiali riciclati. Gli orari sono quelli del mercato: merc. giov. fino alle 15 e gli altri giorni fino alle 17. L’iniziativa si avvale del sostegno dell’Associazione dei Commercianti del Mercato Esquilino (Co.Ri.Me.) e dell’Associazione Arco di Gallieno.

La mostra, inaugurata il 21 aprile in occasione delle celebrazioni per il Natale di Roma, sarà visibile fino al 30 settembre 2017.

I testi esposti, che riassumono il significato delle opere in mostra, sono in quattro lingue: italiano, inglese, bengali e cinese in omaggio alla multiculturalità del rione.

Il Progetto ha preso il via dalla lettura di “Come viviamo e come potremmo vivere”, una lezione del 1884 di William Morris, artigiano, disegnatore visionario, scrittore e poeta, decoratore, vissuto in Inghilterra più di 150 anni fa! Come scrive l’artista stessa – Dai primi incerti tentativi di realizzare qualcosa da poter mostrare agli studenti dei primi laboratori di arte di riciclo nel 2011 (V elementare, I media, e I superiore) ha preso il via un processo interessante e stimolante sia nella selezione dei pezzi da assemblare, sia nel metodo adottato.

Nel corso del fare, è diventato puro assemblaggio senza uso di colla calda o fredda che fosse e questa è divenuta la sfida: limitarsi ad assemblare usando viti, bulloni, fil di ferro, rispettando le forme, i colori , le proporzioni dell’oggetto originale, salvo rari interventi di aggiustamento o abbellimento con l’uso delle forbici o del taglierino per disegnare forme e volumi in armonia, per non dimenticare la bellezza.

LA PLASTICA. E’ stato divertente e intrigante, anche un po’ inquietante, prendere coscienza di questo materiale, così vile per un verso, tanto odiato.

Da allora, c ’è sempre un colore, una forma, o la direzione di una linea immaginaria che cattura il mio sguardo; afferro l’oggetto, lo giro e rigiro fra le mani, lo accarezzo per seguirne le forme morbide e le superfici accattivanti, poi comincio a cucire tra loro gli oggetti, li assemblo, costruisco, trasformo, usando filo di ferro. Come scrive Simona Antonacci: “un gesto scaramantico ma giocoso contro l’inquietudine che pervade il mondo contemporaneo”.

FOTO di WALTER SAMBUCINI


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