I lavoratori Tpl di nuovo in lotta per lo stipendio

Da mesi solo acconti sugli stipendi. Presidi ai cancelli del deposito di via Raffaele Costi a Tor Cervara

Continua la protesta dei lavoratori della Tpl in lotta ormai da mesi per sanare la più grande delle ingiustizie: lavorare e poi non essere pagati. Non ritardi di qualche giorno nel ricevere il giusto compenso, ma mesi e mesi. Una situazione insostenibile per una categoria che, tra l’altro, fa lo stesso lavoro di coloro che hanno la fortuna di operare nell’Azienda appaltante del servizio di trasporto pubblico: l’Atac.

Con i 9 giorni di protesta fatti nel mese di ottobre 2015 e i tanti disagi per i cittadini, era lecito pensare che con l’accordo tra le parti, sottoscritto anche dal Commissario Straordinario dott. Francesco Tronca, i lavoratori avessero risolto tutti i loro problemi, invece i 50 milioni di euro sono solo serviti a pagare le spettanze arretrate di mesi e, da due mesi, si è tornati all’antico: non pagare chi ha lavorato.

I lavoratori sono allo stremo, percepiscono mediamente uno stipendio di 1.170,00 euro al mese a cui bisogna detrarre le giornate di lotta e l’indennità di presenza che, per il solo mese di ottobre 2015, sono ammontate a ben 300,00 euro – tra l’altro l’Azienda è diventata debitrice  (lo ha dichiarato un lavoratore durante una trasmissione sull’emittente radiofonica RadioRadio) nei confronti delle OO.SS. per le quote sindacali e degli enti preposti alle cessioni del V per i quali viene effettuata la “trattenuta sulla busta paga che non c’è”.

ProtesteLavoratoriTLPtorCerLa protesta è di nuovo esplosa nella mattinata del 4 maggio 2016 quando i lavoratori della Tpl hanno bloccato il deposito della Maglianella da dove partono le linee periferiche che servono i quartieri a nord ovest della Capitale e al deposito di via Raffaele Costi a Tor Cervara dove per tutta la notte oltre 200 persone hanno partecipato ad una improvvisata assemblea di lavoratori esasperati, alcuni dei quali si sono anche incatenati ai cancelli del deposito.

La protesta ha portato a fissare un incontro tra le OO.SS e l’amministratore delegato del Consorzio Roma Tpl e uno in Prefettura dove si cercherà di trovare idonee e giuste soluzioni e questo pensando anche alle difficoltà e sacrifici che poi vengono scaricati sulle spalle degli utenti.

Dalle istituzioni locali l’unica nota è rappresentata di una presa di posizione su Fb da parte del presidente uscente del XIV municipio Valerio Barletta il quale ha chiesto al Prefetto Tronca di commissariare la Società affidando i servizi ad Atac, in attesa di una nuova gara d’appalto con “un soggetto più affidabile”.

Dal municipio Roma V su cui insiste il deposito di via Raffaele Costi invece nessun riscontro e nessuna presa di posizione da parte della politica locale, fatta eccezione per alcuni militanti e candidati del M5S che hanno fatto mattina sostenendo le giuste e sacrosante rivendicazione del personale dipendente della Tpl.

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