

Fatti e misfatti di marzo 2016
“Le “auto blu” dei vari Dicasteri – ha fatto notare, con orgoglio, il Ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia – sono ormai scese a 59″.
Legittimo orgoglio. Sul quale, però, grava ancora una pesante ombra. Quella delle “auto blu” tuttora in possesso delle Regioni (509, di cui 70 in Campania, 70 in Sicilia e 50 in Sardegna), delle Province che dovevano essere eliminate (150), dei Comuni (898, ma soltanto di quel terzo che ha risposto al censimento), di Enti come il Coni, il Cnr, l’Aci e altri 26 che non si sono proprio “confessati”. Con punte, tra l’altro, addirittura vergognose. Come il Comune di Velletri che ha il doppio delle “auto blu” del Ministero degli Esteri e il Comune di Castrolibero che ne ha il triplo del Ministero della Giustizia. Come il Comune di Trapani che ne ha 36, il Comune di Carate Brianza 20 e il Comune di Flussio 2, ma una ogni 229 dei suoi 458 residenti. Al Ministro Madia, dunque, resta da esternare ancora molto legittimo orgoglio. Quando vorrà o potrà farlo? L’augurio è il più presto possibile. Perché il “piatto” del Governo notoriamente “piange” e qualche “fiche” in più da incassare andrebbe certamente bene.
“Una sciagura – ha mandato a dire, a Giorgia Meloni e a Matteo Salvini, l’autodefinitosi “vecchio leone” Silvio Berlusconi – se ci dividiamo”. “Per me e per Matteo Salvini – ha subito risposto Giorgia Meloni – la volontà di ricucire è al 100%”.
Il fatto è. però, che il centrodestra – per Silvio Berlusconi – non deve dividersi su Guido Bertolaso. E invece – per “Fratelli d’Italia” e per la “Lega nord” – la volontà di ricucire al 100% è su Giorgia Meloni. Dunque – come si dice a Roma – “dov’eravamo stamo”. E così, a Roma, nel teatrino del centrodestra si è recitato un nuovo sconcertante atto. Atto quarto. Scena, anzi sceneggiata, decima.
“La “spending review” – ha titolato il suo articolo, su “L’Espresso”, Bruno Manfellotto – si è rivelata una missione impossibile. Perché la scelta non è tecnica, ma politica. E nessuno vuole rinunciare al consenso. Si fa presto a dire tagliamo la spesa pubblica”.
Assolutamente vero. Ma “L’Espresso” dovrebbe allora chiedere, al “premier” Renzi, perché continui a raccontare che lui ha tagliato, sta tagliando e taglierà ancora la spesa pubblica. E ammettere che anche lui, invece, non lo ha fatto, non lo sta facendo e non lo farà ancora sul serio per non rinunciare al consenso.
“A Roma – ha dovuto ammettere il Comune – l’80% dei lavori stradali appaltati è risultato irregolare. E così, oggi, una strada su tre è divenuta addirittura pericolosa. Tanto pericolosa, spesso, da dover essere presidiata dai vigili urbani”.
“Faremo – ha detto, in proposito, il Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca – più controlli”.
Incomprensibile. I controlli, infatti, sono stati fatti già in abbondanza. Quello che si dovrebbe fare ora, chiaramente, sarebbero i lavori per rendere le strade finalmente sicure. Mancano i soldi? Molti se ne potrebbero ad esempio recuparare – e sarebbero 170 milioni ogni anno trascorso – da quell’85% di affittuari di case comunali i quali non hanno mai pagato gli affitti e da quei settemila e più affittuari i quali hanno pagaTo, fino ad oggi, 7 euro e 75 centesimi al mese. O è troppa fatica per gli uffici comunali oppure troppo sgarbo per gli “amati” affittuari? Un Commissario straordinario senza lacci e condizionamenti partitici, però, non dovrebbe avere di queste preoccupazioni.
“Il tunnel del Gottardo – che verrà inaugurato nel prossimo dicembre – consentirà, tra l’altro, di andare da Milano a Zurigo, in treno, in meno di tre ore”.
Una vera “pacchia”, anche, per trasferire ancor più di corsa i milioni, dall’Italia, alle banche svizzere.
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